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Equ - Un altro me (Materiali Musicali)

di Peppo Delconte

Umore: SPIAZZANTE

La ricerca di un universo sonoro che comunichi non solo attraverso l’udito ma attraverso i vari sensi, sembra l’obiettivo fondamentale degli Equ: musica da sposare con parole, immagini e molto altro ancora. Il gruppo romagnolo lavora perciò senza fretta, come dimostrano le principali tappe di una carriera iniziata con l’esordio sanremese (L’attimo, arrivato alla finale giovani 2004), il primo album (Equ) nel 2006, un secondo nel 2009 (Liquido) legato a un’originale versione a fumetti, e ora questo nuovo progetto intitolato Un altro me, accompagnato dal videoclip Goccia, recente vincitore di un “contest” sulla futura creatività. Stavolta gli Equ si allontanano da un passato pop-rock per avventurarsi in un ambizioso “concept album”: una storia unica che lega 12 canzoni al percorso introspettivo di un barista pittore in cerca del quadro perfetto e sospeso fra vita reale e immaginazione.

Sia i versi sia i suoni, di un’audace essenzialità, descrivono un personaggio spaesato che tenta d’orientarsi tra le sue allucinazioni e i sentimenti di estraneità che prova di fronte al contesto quotidiano. Attraverso i 12 quadri prende forma l’evoluzione artistica del protagonista: una sofferta metamorfosi che assume davvero le caratteristiche di una “storia dipinta”, mentre le immagini si fanno sempre più rarefatte e surreali in vista d’un traguardo che è conquista o, forse, delirio. La sfida nella quale si lanciano gli Equ non è certo delle più facili. Ma il risultato é comunque degno d’attenzione: un racconto coraggioso e spiazzante, affidato alla voce distaccata e insieme coinvolgente di Gabriele Graziani, efficacemente sostenuto da Michele Barbagli (chitarre), Vanni Crociani (tastiere) e Alessandro Fabbri (percussioni). Fra i collaboratori spiccano Marco Canepa, Federico Bellini, Francesco Gazzè e (guarda caso!) Alessandro Bergonzoni. La tendenza dei “concept albums”, che ha caratterizzato l’epoca troppo presto dimenticata del Progressive, sembra oggi recuperare terreno. Il che potrebbe significare una nuova stagione in cui ricerca e qualità, insieme, riprendano il vigore perduto.

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Foto: © Stefania Casellato
 

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