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Amok
Thom Yorke
Atoms For Peace
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Atoms For Peace - Amok (XL Recordings/Self)

di Stefano Bianchi

Umore: AFFIATATO

Fatta eccezione per OK Computer, non sono mai riuscito a digerire del tutto la musica dei Radiohead. Né a metabolizzare il canto di Thom Yorke. Di conseguenza ho approcciato Amok con sospetto, sulla difensiva, convinto che avrei formulato un “feedback” se non negativo quantomeno annoiato. E invece. Gli Atoms For Peace (nome estrapolato dal discorso del presidente americano Dwight D. Eisenhower all’Onu nel 1953, relativo all’utilizzo pacifico dell’energia nucleare) suonano come avrei voluto suonassero i Radiohead dal 1993 al 2011 (tranne il ’97: anno di OK Computer). Il merito va al bassista Flea (Red Hot Chili Peppers) e al percussionista Mauro Refosco, che hanno reso polposi e nevrili questi 9 pezzi sottraendoli a un probabilissimo effetto-noia. Ai 2 vanno aggiunti il tastierista (e produttore discografico) Nigel Godrich e il batterista Joey Waronker, per ottenere questo supergruppo nato alla fine del 2009 quando Thom Yorke arruolò i 4 per suonare dal vivo il repertorio del suo album solista, Eraser.

Dopodichè si sono rivisti, riannusati, e in 3 giorni di grande affiatamento hanno registrato Amok. Che non è, per capirci, immediatamente fruibile. Dopo ripetuti ascolti, però, emoziona eccome. A iniziare dal “groove” afro/funky di Before Your Very Eyes, che sembra uscito da Fear Of Music dei Talking Heads, con la voce di Yorke che viaggia in controtempo, solenne e implosiva. Voce che poi ondeggia tra falsetti alla Marvin Gaye e testosterone alla Bono Vox nel “beat” nervoso e ripetitivo di Default. Ingenue, invece, libera un’elettronica sgocciolante che cavalca una fusion dalle infinite sfaccettature, mentre la rallentata e salmodiante Dropped fila in progressione pilotata dalla batteria elettronica. Unless è parecchio Radiohead, su quel tappeto di tastiere sepolcrali che incrocia fitte trame percussive; Stuck Together Pieces allinea ritmi sincopati, evanescenze elettroniche, basso pulsante e chitarra attraente (di Yorke, come in tutto il resto del disco); Judge Jury Executioner e Reverse Running scansionano temi avvolgenti e spigolosi; la conclusiva Amok dà sostanza a un etereo, psichedelico flusso melodico punteggiato da “schiaffi” percussivi. Bene così. E se gli atomi avranno un futuro, tanto meglio.

www.xlrecordings.com
 
www.atomsforpeace.info

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