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Off The Record CD
Karl Bartos
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Karl Bartos - Off The Record (bureau b/Audioglobe)

di Stefano Bianchi

Umore: TEUTONICO

Chi mastica krautrock e gli chiedi chi erano i Kraftwerk, ti risponderà Ralf Hütter e Florian Schneider. Silenzio totale su Karl Bartos, il vocalist e percussionista elettronico che da Radio-Activity (1975) a Electric Cafè (’86), transitando per Trans Europe Express, The Man-Machine e Computer World, è stato il cuore pulsante e il gran melodista del gruppo di Düsseldorf. Via lui, i Kraftwerk si sono ammosciati. Lui no: s’è inventato gli Elektric Music con gli album Esperanto ed Electric Music (’93 e ’98); ha collaborato con gli Electronic di Raise The Pressure (’96) e nel 2003 ha spiccato il volo solista con Communication. Ora fa “bingo” con Off The Record: 12 pezzi composti all’epoca d’oro “kraftwerkiana”, chiusi a chiave in un cassetto per 30 anni o giù di lì, finalmente riconcepiti e ricontestualizzati.

Anacronistico e avveniristico. Questo geniale disco del 61enne di Berchtesgaden è l’una e l’altra cosa. Chi altri se non lui avrebbe potuto sfiorare la perfezione in Atomium: sinfonia elettronica a martello, rumorismi, pause improvvise? E poi ascoltate e riascoltate il gelido ballo da mattonella intitolato Nachtfart e domandatevi: da chi mai avranno copiato gli Orchestral Manoeuvres in the Dark? Per non dire di International Velvet (forse un omaggio a una delle Warhol Superstar della Factory?) e di The Tuning Of The World, technopop all’apice della melodia che gli Air si sognano di comporre da una vita. Lo strumentale The Binary Code sfodera invece un’ubriacante scala armonica da videogame Anni ’80, mentre l’orecchiabilità di Without A Trace Of Emotion ha gli Erasure e i New Order ben saldi nel cervello e Hausmusik sfoggia una leggiadrìa da Depeche Mode prima maniera (quelli con Vince Clarke). Dove Bartos osa di più è in Musica Ex Machina, cyberfunky dal cuore sperimentale. Dove fa il gigione è in Rhythmus, cioè la nuova Computer World. Dove fa il "man-machine" è nella decadente Instant Bayreuth, gioiello di modernariato elettronico. Dove fa l’eclettico è in Vox Humana, alchimìa di synthpop da Sol Levante e habanera da atterraggio su Marte. Off The Record è bello. Come un disco dei Kraftwerk.

www.bureau-b.com

www.karlbartos.de

Foto: © Katja Ruge

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