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Wonderful Glorious CD
Mr. E
Eels Beautiful Freak
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Eels - Wonderful, Glorious (Vagrant Records)

di Stefano Bianchi

Umore: SERENO/VARIABILE
 
A osservarlo bene, è un miscuglio di Forrest Gump e un maestrino dalla penna rossa. Ad ascoltarlo come si deve, è uno che passa disinvoltamente dalla ballata strappacuore al rock-blues tonitruante. Di sicuro i suoi non sono dischi da fischiettare mentre vi fate la barba; né pezzi da metabolizzare così, a cuor leggero. Già, perché Mr. E (all’anagrafe Mark Oliver Everett, nato in Virginia nel 1963) sulla sfiga ci ha costruito la carriera da “frontman” degli Eels. Ogni volta, cioè, che gli è caduta una tegola in testa ha tirato un sospirone, scritto una canzone e prodotto un capolavoro. È successo con Beautiful Freaks (’96), fra inni agli psicofarmaci che cicatrizzano le ferite dell’anima e problematiche maternità adolescenziali; con Electro-Shock Blues (’98), buttato giù di getto dopo che sua sorella era andata in “overdose” di barbiturici; con Daisies Of The Galaxy (2000), il cui slogan era “Il funerale è finito, andiamo alla veglia!”. E così via, di sventura in catastrofe, fino all’album del divorzio dalla moglie (End Times, 2009) intonato col cuore in mano da un Mr. E che si ritrovava solo come un cane randagio, a deglutire sfiga in un seminterrato di Los Angeles dopo aver verseggiato come neanche il Woody Allen più cinico: “Si è chiusa di nuovo in bagno, quindi devo pisciare in giardino”.
 
Adesso, al rintocco del decimo disco, si mette a canticchiare “Non sono andato al tappeto, ma sono alle corde”, ed è meglio non immaginare come avrà reagito il suo analista. E invece, leggendo fra le righe quel “sono alle corde” c’è da esserne più che certi: Mark Oliver Everett (a suo modo, intendiamoci) comincia a intravedere un po’ di sereno/variabile in quell’ammasso di fulmini e saette che è la sua vita. Basta leggere il titolo del nuovo Eels: Wonderful, Glorious. 2 parole che (lo) rinfrancano eccome. Parole non buttate giù a casaccio. Mr. E, infatti, le ha tirate in ballo quando ha finito di scrivere le nuove canzoni a più mani, ovvero con gli altri Eels (i chitarristi The Chet e P-Boo, il bassista Koool G Murder, il batterista Knuckles) che da un bel po’ sono gli stessi e vivaddio somigliano a una vera band. Si è sentito a proprio agio, insomma, coi suoi veri amici. E s’è pure divertito, cosa che non gli capitava da un’eternità. Sentitelo, mascherato da Tom Waits, mentre saltella dalla psichedelìa più acida allo spaghetti western (Bombs Away). Godetevelo, quando in Kinda Fuzzy fa il “technopopper” per poi atteggiarsi a “crooner” al chiaro di luna (Accident Prone) e scimmiottare Simon & Garfunkel sulle note di On The Ropes. Ed è immenso, in New Alphabet, a sgranare un rock-blues da assalto alle coronarie; genialoide, in Stick Together, a passare da Frank Zappa al rockabilly; nero come la pece, in Open My Present, a darsi anima e corpo al rhythm & blues; “vintage” anzichenò, in Wondeful, Glorious, con un debole per la ballata. La vie en rose, Mr. E?

www.vagrant.com

www.eelstheband.com

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