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Cavaliers
Cockney Rebel & Steve Harley
Sebastian Single
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Cockney Rebel feat. Steve Harley - Cavaliers: An Anthology 1973 - 1974 (EMI)

di Stefano Bianchi

Umore: GLAM

«Il pubblico dovrebbe pretendere qualcosa di nuovo, a cominciare da subito. Non ne può più d’ascoltare assoli che ormai non dicono nulla». Liquidando i chitarristi solisti come un anacronismo di Woodstock, nel 1973 Steve Harley lancia i Cockney Rebel collocandoli tra efebici extraterrestri (David Bowie), gentiluomini eccentrici (Roxy Music), cabarettisti in falsetto (Sparks), elettromaniaci “camp” (T. Rex), rockettari “trash” (New York Dolls) e genialoidi “zappiani” (Tubes). A parte la “clownerie” e l’ambiguità sessuale tipiche del movimento, la band londinese si distingue da tutto il resto del glam rock angloamericano per l’azzeramento della chitarra elettrica sostituita dal violino (suonato da Jean-Paul Crocker) e dal pianoforte (Milton Reame-James) che dettano le linee musicali supportati da chitarra acustica (Steve Harley), basso (Paul Jeffreys) e batteria (Stuart Elliott). Partendo da un astuto riavvolgimento della musicalità progressive, i Cockney Rebel innescano rock edulcorato, spunti folk, contrappunti cameristici e improvvise esplosioni sinfoniche dando vita nel ’73 e nel ’74 a The Human Menagerie e The Psychomodo, ellepì protagonisti di quest’antologico “tour de force” in 4 Cd.

Uscito il 2 novembre ’73 e felicemente pilotato dalla voce “dylaniana” di Harley, The Human Menagerie fonde intellettualismo “glamour” e cabarettismo mitteleuropeo snocciolando le elegie melodrammatiche di Sebastian e Death Trip, il minuetto trash/folk di Loretta’s Tale, il paradossale calypso di Muriel The Actor, la visionarietà pop di Hideaway, l’atipico rock & roll di Crazy Raver, i cortocircuiti “prog” di What Ruthy Said. Il 2 giugno ’74 è la volta di The Psychomodo, ideale “sequel” che approfondisce l’enfasi decadente del quintetto fra cabaret circense (Mr. Soft), glam a denominazione d’origine controllata (Psychomodo), folk & prog (Sweet Dreams; Singular Band), ballate acustiche (Ritz; Tumbling Down). Nel terzo Cd, Cavaliers propone le inedite versioni alternative di Sebastian, Hideaway, Death Trip, Loretta’s Tale, Crazy Raver e di altri 9 pezzi, mentre il quarto dischetto documenta il talento “live” del gruppo alla BBC, all’Old Grey Whistle Test e nelle John Peel Sessions. Dopodichè, i Cockney Rebel sono evaporati mal sopportando l’arrogante egocentrismo di Steve Harley, che da solista ha indirizzato il “songwriting” sull’orecchiabilità pop-rock di Make Me Smile (Come Up And See Me) e sulle “folk ballads” a presa rapida.

www.steveharley.com

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