Coolmag - music

Breakfast In America
Goodbye Stranger
The Logical Song
home - music




CoolRewind - I migliori dischi della storia del Rock: Supertramp - Breakfast In America (1979, A&M)

di Stefano Bianchi

Umore: APPETITOSO

La copertina è già di per sé un capolavoro, con quella “skyline” di Manhattan che impila stoviglie, tazze e zuccheriere. Il succo, che mischia con lucida paraculaggine pop inglese e rock FM a stelle e strisce, ha il gusto della perfezione assoluta. Breakfast In America, sesto album dei britannici Supertramp (nome mutuato dall’Autobiography of a Super-Tramp dello scrittore gallese William Henry Davies) capitanati da Rick Davies e Roger Hodgson, è la consacrazione quando ormai non ci speri più dopo anni di tentativi andati a vuoto e giri concertistici dagli esiti disastrosi. Fra gli irrisolti Supertramp (1970) e Indelibly Stamped (’71) e i loffi Crisis? What Crisis? (’75) e Even In The Quietest Moments… (’77), si era comunque insinuato il raggio di luce di Crime Of The Century (’74) che suggeriva di ripartire prima o poi dalle cose buone: Dreamer e Bloody Well Right su tutte. Nel ’79, finalmente, i Supertramp raccolgono (anche psicologicamente) i frutti d’essersi lasciati alle spalle l’uggiosa Londra per stabilirsi nell’assolata California.

Prodotto da Peter Henderson e dal gruppo, inciso ai Southcombe Studios di Burbank e al Village Recorder di Los Angeles, Breakfast In America vede all’opera Rick Davies (voce, tastiere), Roger Hodgson (voce, tastiere, chitarra), John A. Helliwell (strumenti a fiato), Dougie Thomson (basso) e Bob C. Benberg (batteria). In equilibrio ideale fra Beatles e Beach Boys, Procol Harum e Caravan, il disco serve in tavola prelibate sfiziosità sonore: dalla spiritata The Logical Song con le sue mirabili progressioni pianistiche, il sax urlante e la voce che fila in super acuto; a Take The Long Way Home, con l’impeccabile “refrain” di pianoforte e un’armonica a bocca da brividi. Dall’incalzante, avviluppante Goodbye Stranger coi suoi falsetti alla Bee Gees e gli impetuosi stacchi chitarristici; a Just Another Nervous Wreck e Child Of Vision, furbescamente pilotate in tardo progressive. Dalla “title track” virata in musical; alla morbida, jazzata Casual Conversations. Risultato: 4.000.000 di copie vendute in America, 20.000.000 e passa in tutto il mondo. Il breakfast è servito. Disco senza tempo, da ascoltare in eterno.

www.onamrecords.com

www.supertramp.com
 

stampa

coolmag