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Night And Day
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CoolRewind - I migliori dischi della storia del Rock: Joe Jackson - Night And Day (1982, A&M)

di Stefano Boschetto

Umore: SCINTILLANTE

Talentuoso, geniale, ironico, arrogante, trasversale. La poliedrica personalità di Joe Jackson, cittadino del mondo con pochi eguali nella pop music degli Anni '80, è racchiusa in questi aggettivi. Con Graham Parker ed Elvis Costello, il 58enne dello Staffordshire è stato la punta di diamante del trio d'attacco della new wave inglese fine Anni '70. Colpo da maestro: il mix perfetto di power pop, furia punk e contaminazioni reggae. Dal fulminante debutto con l’ellepì Look Sharp!, forte della straordinaria Is She Really Going Out With Him?, Joe Jackson ha piazzato in rapida sequenza I’m The Man (1979) e Beat Crazy (’80) per poi abbandonare il look da “angry young man” e indossare il tuxedo con Jumpin' Jive (’81) per una rivisitazione dei classici di 40 anni prima: da Louis Jordan a Cab Calloway, passando per Glenn Miller. Jumpin’ Jive, è bene ricordarlo, è il primo passo che ci porta a Night And Day, capolavoro assoluto uscito nell’82 insieme ad altri dischi epocali come Nebraska (Bruce Springsteen), Combat Rock (The Clash), Big Science (Laurie Anderson), Avalon (Roxy Music) e The Nightfly (Donald Fagen). All’epoca, la Big Apple diventa saldamente il quartier generale di Joe, che gioca a fare l’”Englishman in New York” quando nella grigia Albione impera il Thatcherismo e il rock si fa di nuovo controcultura con Redskins, Billy Bragg e il nascente movimento Red Wedge. Racchiusa in 2 distinte facciate (Night Side e Day Side) la romantica New York di Cole Porter emerge da ogni solco accompagnagnandoci in un memorabile viaggio da Chinatown a Uptown. Registrato in totale assenza di chitarre («Il rock è morto», dichiarerà Jackson col proverbiale snobismo), Night And Day vede all’opera il fedele bassista Graham Maby (unico superstite della Joe Jackson Band) e una possente sezione ritmica dove si distingue la percussionista di origini greche Sue Hadjopoulos, punto di forza del gruppo. Il suono che si sviluppa nei brani legati fra loro in rapida successione (Another World, Chinatown, T.V. Age, Target) è un sinuoso intreccio di pop e soul music alla maniera di Marvin Gaye, col multietnico ritmo di Ray Barreto ed Eddie Palmieri a farsi largo fra i vicoli del Bronx e la Lower East Side.

La trascinante Steppin’ Out che chiude la Night Side, è una corsa sfrenata a bordo di uno “yellow cab” (“Get into a car and drive to another side/Me babe - Steppin' out/Into the night/Into the light") che contribuirà in modo definitivo all’affermazione del disco, l’unico nella carriera di “mighty Joe” ad aver raggiunto la quarta posizione nella Top 10 inglese. La riflessiva Day Side, rappresenta invece la quiete dopo il frenetico slalom notturno fra Uptown e Midtown. Breaking Us In Two è la ballata romantica che non ti aspetteresti mai, Cancer un’ironica parodia del male oscuro condita di soul e jazz. Il viaggio al termine della notte, è infine riservato a 2 fra le più splendenti gemme “jacksoniane”: Real Men, scintillante “ballad” pianistica che è un inno contro il machismo gay dell’epoca (avete presente Cruising, “cult movie” di William Friedkin con Al Pacino e Paul Sorvino?), ma soprattutto Slow Song, preghiera contro la dittatura sonora della discomusic, dello Studio 54 e dei disc jockeys alla moda. A 30 anni di distanza, Night And Day può ancora contare su un nutrito seguito di “aficionados” fra cui Andrew Hamm, l’impresario teatrale che metterà in scena dall’8 al 18 agosto al Richmond Triangle Players il musical ispirato al disco e al suo “sequel”, Night And Day II del 2000. Il frenetico scintillìo del pianoforte di Steppin’ Out, tornerà a farci viaggiare nel tempo: a bordo di un taxi giallo, con il tuxedo addosso e una coppa di cocktail Martini in mano. Garantito.

www.aandmrecords.co.uk

www.joejackson.com 

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