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Wrecking Ball Cd
Bruce Springsteen by Danny Clinch
Springsteen by Clinch
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Bruce Springsteen - Wrecking Ball (Columbia/Sony Music)

di Stefano Boschetto

Umore: BATTAGLIERO

Poor man wanna be rich, rich man wanna be king and a King ain't satisfied till he rules everything” (Il povero vuole diventare ricco, il ricco vuole diventare re e il Re non è soddisfatto finché non ha il potere su ogni cosa). Avidità, speculazione, potere: i versi di Badlands, scritti 30 anni fa da Bruce Springsteen, risuonano più che mai attuali in questo mondo soggiogato da una finanza che come uno squalo ha azzannato le certezze delle classi più povere. Se le “badlands” di un tempo erano permeate da una romantica rabbia giovanile, Wrecking Ball suona drasticamente reale, duro, ma non privo di speranza. Per dar vita a uno dei più innovativi dischi della sua carriera, Springsteen ha attinto dall'immenso repertorio della musica popolare americana (gospel, country, soul) e soprattutto dal folk irlandese, rinunciando quasi del tutto ai fedeli “e-streeters” per puntare su un manipolo di musicisti fra i quali spicca l'eccellente chitarrista Tom Morello, già presente in varie occasioni nel corso del precedente tour. We Take Care Of Our Own è un classico “mid tempo” che trae spunto dalla New Orleans devastata, mentre Easy Money (“Ti metti il tuo vestito rosso per me stanotte, cara. Stiamo andando in città ora alla ricerca di soldi facili”) e Shackled And Drawn, frutti dell’esperienza delle Seeger Sessions, suonano e narrano storie di sconfitti sostenuti da una dignità capace di spingersi ben oltre la disperazione. Jack Of All Trades, capolavoro dell’album con le sue cadenze da valzer e un assolo di chitarra che è pura emozione, cede il passo al “wall of sound” irlandese di Death To My Hometown che tramuta la My Hometown d’un tempo in un luogo fantasma spazzato via da banchieri privi di scrupoli.

In questo nuovo ordine mondiale dove si è creata un'insanabile voragine fra economia speculativa ed economia reale che ha fatto naufragare le speranze del New Deal di Barack Obama, Bruce si aggrappa alla speranza d’amore con la ballata This Depression e la chitarra cosmica di Morello, chiamando tutti a reagire con Wrecking Ball (“Scaglia la tua palla demolitrice, fai il tuo colpo migliore e fammi vedere cos’hai ottenuto”) sviscera un combat folk contrappuntato da un canto alla Woodie Guthrie e dalla tromba di Curt Ramm. Batteria elettronica, cori gospel e un intermezzo rap di Michelle Moore per Rocky Ground, scandiscono l'alba di un nuovo giorno che sta arrivando, mentre il gospel rock di Land Of Hope And Dreams diventa l'epitaffio di Big Man Clarence Clemons con un epico assolo di sax che fa salire sul treno della libertà santi e peccatori, perdenti e vincitori, prostitute e giocatori d'azzardo, anime perse. We Are Alive, sentenzia The Boss nell’omonimo pezzo in una sintesi perfetta di presente e passato che unisce il blue-collar folk di Bruce all'immortalità del Johnny Cash di Ring Of Fire, il cui “refrain” riecheggia nel mezzo del brano squarciando l'oscurità del presente col ricordo di chi non c'è più. È un disco importante e al passo coi tempi, Wrecking Ball: come lo è stato per diversi motivi Born In The U.S.A. E la nuova tournée di Bruce Springsteen, con la E Street Band accompagnata da un’intera sezione fiati, si preannuncia quantomeno esaltante.

www.columbiarecords.com

http://brucespringsteen.net

Foto: © Danny Clinch

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