Coolmag - music

The Bowie Variations Cd
Mike Garson
David Bowie & Mike Garson
home - music




Mike Garson - The Bowie Variations For Piano (Reference Recordings)

di Stefano Bianchi

Umore: MITIZZANTE

Lo dice sempre: «Quel dissonante assolo fu uno di quei colpi di fortuna che ti capitano una sola volta nella vita». Registrato al primo tentativo, è lo sconvolgente assolo pianistico di Mike Garson che strizza l'occhio alla Rhapsody In Blue di George Gershwin mentre ingaggia un duello col basso di Trevor Bolder. Lo trovate dentro Aladdin Sane (1973), dall’omonimo ellepì di David Bowie. Dopo quella “performance” tutto istinto, il newyorkese Garson che era stato ingaggiato nel ‘72 da Bowie per suonare giusto le 8 settimane del primo tour americano e poi stop, è diventato “il” suo pianista: fondamentale in Pin Ups, Diamond Dogs e Young Americans; inspiegabilmente accantonato, ma poi riarruolato in dischi come Black Tie White Noise, Outside, Earthling e Reality. Bowie, alla fine, s’è reso conto di non poter fare a meno di questo geniaccio che aveva studiato composizione classica con Leonard Eisner, debuttato nel jazz con Bill Evans, Herbie Hancock e Lennie Tristano, sperimentato con Annette Peacock, preso una momentanea sbandata per il country-rock per poi tornare sulla retta via jazzistica. Nonostante abbia inciso dal ’79 al 2008 fior di funambolici dischi come Jazzical, Serendipity, A Gershwin Fantasia, Homage To My Heroes e Lost In Conversation, Mike Garson continua ad esser succube della cosiddetta “maledizione bowiana”: anzichè identificarlo come solista, si è cioè portati a ricordarlo (non solo in studio di registrazione, anche dal vivo) accanto a Ziggy Stardust e poi al Thin White Duke, fino al Reality Tour che ha sortito un Bowie “desaparecido” (forse) per sempre. Sparito il boss, ecco l’occasione giusta per rimettersi in gioco snocciolando assoli in libertà. Macchè. Garson ha inciso The Bowie Variations For Piano: per ringraziare l’amico David? E magari incoraggiarlo a tornare sulle scene?

Sia quel che sia, questo è un disco emozionante che mitizza schegge d’un repertorio già di per sé glorioso. Ascoltatelo, il pianoforte di Mike, mentre pizzica con una pioggia di note l’indimenticabile “puzzle” melodico di Space Oddity; tramuta il glam rock di John, I’m Only Dancing in swing; fa il “restyling” più intimista che si può a Life On Mars; stravolge Heroes a colpi d’honky-tonk; denuda Ashes To Ashes fino a renderla un impalpabile sogno; rallenta Changes, e poi le dà la scossa in chiave cabarettistica; prende il funky di Let’s Dance, lo azzera e lo rilancia in jazz & blues; prende 3 pezzi non troppo conosciuti (Battle For Britain, The Loneliest Guy, Bring Me The Disco King) e ne fa un Medley chiaroscurale; sceglie Wild Is The Wind (portata al successo nel ‘59 da Nina Simone, reinterpretata nel ’76 da Bowie su Station To Station) e la riempie di atonalità. «Non può che somigliargli», dice di A Tribute To David, brano composto in suo onore che svela quel certo non so che di malinconico. Appunto. Garson & Bowie sono 2 gocce d’acqua.

www.referencerecordings.com

www.mikegarson.com            



stampa

coolmag