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A qualcuno piace Ivan!
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Ivan Cattaneo - A qualcuno piace Ivan! (Sony Music)

di Stefano Bianchi

Umore: FUORI DAL CORO

Ce ne sono 2, di Ivan Cattaneo. Quello più (pop)olare, che negli Anni ‘80 si mette a zigzagare fra Il Geghegè di Rita Pavone, Una zebra a pois di Mina e Bang Bang dell’Equipe 84 inanellando 2060 Italian Graffiati e Bandiera Gialla per poi tornare sul luogo delle “covers”, nel 2010, con 80 e basta!. E quello più avanguardista, che nel 1975 debutta con UOAEI, nel ’77 scandisce le ricette di Primo secondo e frutta (IVAn compreso) e nel ’79 sfodera i bicipiti di SuperIvan. In bilico fra glam rock alla David Bowie, demenzialità e sperimentazione, i 3 dischi più accattivanti del bergamasco (classe 1953) incisi per l’etichetta Ultima Spiaggia di Nanni Ricordi sono racchiusi nel cofanetto A qualcuno piace Ivan!. UOAEI è il più tosto e provocatorio: voce in primo piano che si fa strumento per poi scandire versi che equivalgono a vere e proprie poesie futuriste, chitarra a tracolla e uno straordinario “pool” di musicisti accanto: Mauro Pagani della PFM (violino), Massimo Villa (tastiere), Gianni Bedori (sax), Riccardo Giagni (chitarra), Paolo Donnarumma (basso), Walter Calloni (batteria) e Lorenzo Vassallo (percussioni). È al Parco Lambro di Milano che Ivan Cattaneo decide di proporre l’acido canzoniere. Pecora nera fra gli invitati al Re Nudo, il Festival del Proletariato Giovanile, digrigna denti e canto raccogliendo insulti. Ai 100.000, sbatte in faccia la propria diversità.


 
Primo secondo e frutta (IVAn compreso), arrangiato da Roberto Colombo mentre in Inghilterra scoppia il punk, è il più dadaista: nel pezzo intitolato La segretaria ha colpito ancora, c’è addirittura Milva alle prese coi trilli telefonici d’un nevrotico ufficio; Dadadidattico e U.F.O., danno il via libera ai primi effetti elettronici; la T.U.V.O.G. Art (TattoUditoVistaOlfattoGusto), collega i 5 sensi a ogni traccia del disco anticipando di almeno 20 anni il concetto di multimedialità. Ivan, più che mai Canta-Pittore, somatizza immagini e suoni in modo totale. SuperIvan, griffato da Colombo e dalla PFM al completo, è il più discotecaro e pop. La voce, non più giocata solo in falsetto, si mette al servizio di un’elettronica che in Boys & Boys, Bimbo assassino e Sexo! lascia intravedere le prime tracce della new wave tricolore. E sul palco, stavolta, a imporsi è soprattutto il “performer”: accompagnato dai Neohomo e “raccontato” da un muro di televisori accesi che sprigionano effetti di “neve catodica”. È l’apoteosi dell’Ivan Cattaneo (per scelta) fuori dal coro. Ben documentato anche nelle 3 “bonus tracks” che rendono ancor più imperdibile il cofanetto: L’elefante è capovolto e Farfalle, succo del 45 giri uscito nel ’76; Tabù, sigla dell’omonima trasmissione Rai, pubblicata nel ’78. Funkeggiante e cabarettistica, L’elefante è capovolto ricalca un po’ la Baby’s On Fire incisa da Brian Eno nell’album Here Come The Warm Jets. E se Farfalle è un incrocio fatale di fusion, pop a presa rapida e un pizzico d’exotica, Tabù è un umorale rhythm & blues condito da fiati assassini e coretti in equilibrio tra Frank Zappa e un “jingle” pubblicitario.
 

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