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Willy DeVille - Come A Little Bit Closer: The Best Of Willy DeVille Live (Eagle Rock)

di Stefano Boschetto

Umore: PIRATESCO

Fondati da William Paul Borsey Jr. (in arte Willy DeVille) a San Francisco nel 1974, i Mink DeVille approdano nella Lower East Side d’una Manhattan scossa dall'intellettualismo di Television e Talking Heads e dall’anfetaminico surf rock dei Ramones. Willy e la sua band, con quella miscela esplosiva di rock & roll urbano, rhythm & blues e soul, colpiscono dritto al cuore conquistando il piccolo palco del CBGB newyorkese, dove presto diventeranno la "house band". Chuck Berry, Drifters, il Brill Building ed evidenti influenze latine plasmano un suono che si differenzia totalmente da quello degli illustri colleghi dell'epoca, imponendo i Mink DeVille (all’esordio nel ’77 con Cabretta) come una luminosa realtà del punk e non solo.

Come a Little Bit Closer: The Best Of Willy DeVille Live, è una preziosa testimonianza del cantante e chitarrista colto non sulle scricchiolanti assi del CBGB bensì nei concerti europei dal ‘77 al 2006, attraversando le varie fasi d’una carriera formatasi fra Loisaida (contrazione di Lower East Side, nello "slang" Nuyorican) e il French Quarter di New Orleans. Il Captain Hook del rock guida la sua ciurma da Amsterdam a Montreux in un mare di passione (Story Book Love), di fervori metropolitani con vista sul Jersey Shore (This Must Be The Night, Maybe Tomorrow), di carica latina (Demasiado Corazon, Spanish Stroll) e di sferraglianti rock & roll (Savoire Faire, Cadillac Walk). In questa rotta verso il mondo dipinto da Willy, l'apertura è riservata alla grezza e rarissima “performance” di Venus Of Avenue D, registrata nel ‘77 al Paradiso di Amsterdam, dove si respira l'aria malsana dei marciapiedi di Alphabet City, mentre la produzione più recente vede una bella versione soul della Slave To Love di Bryan Ferry scandita da una voce sofferta e ormai provata dalla salsedine del tempo. A 2 anni dalla morte, DeVille rimane ancora il più lucido e romantico cantore dei bassifondi: tanto da essersi meritato la notturna e commovente dedica di Peter Wolf (The Night Comes Down: For Willy DeVille) tratta dal suo ultimo album, Midnight Souvenirs.

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