Coolmag - music

Showroom Of Compassion
Cake
Motorcade Of Generosity
home - music




Cake - Shorwoom Of Compassion (Upbeat/Spin-Go!)

di Stefano Bianchi

Umore: PIMPANTE

I Cake mi hanno salvato la vita. Sembrava non esistesse null’altro che il grunge, negli Anni '90. Che non ci fosse nient’altro all’infuori di Seattle, città del suono palloso e anche un po’ menagramo di Nirvana, Soudgarden, Pearl Jam, Alice in Chains. Mi ci voleva un antidoto ma ormai disperavo di trovarlo. Senonchè nel 1994 (l’anno del suicidio di Kurt Cobain dei Nirvana, guarda tu il destino), spuntano da Sacramento i Cake: risposta solare pessimismo cosmico del grunge; intelligente miscuglio di funk, pop, rock e country orchestrato dal cantante John McCrea, dal trombettista Vince DiFiore e dal bassista Gabriel Nelson. L’album d’esordio, Motorcade Of Generosity, mi mette al tappeto; il disco successivo, Fashion Nugget, mi fa scoprire un’eclatante rivisitazione della discotecara I Will Survive di Gloria Gaynor; le altre incisioni (Prolonging The Magic, Comfort Eagle, Pressure Chief) ribadiscono la genialità di questa band che nel frattempo cambia varie volte chitarra e batteria.

Showroom Of Compassion, oltre a farmeli ritrovare belli pimpanti e finalmente con un chitarrista (Xan McCurdy) e un batterista (Paulo Baldi) definitivi, è a mio giudizio fra i loro dischi più godibili. D’accordo: chi come me non ha mai smesso di seguirli potrebbe obiettare che riciclano sempre la stessa minestra (trattandosi di dolce, la stessa glassa). Il suono, riconoscibilissimo, è il punto di forza ma anche il loro limite, probabilmente. Ma il ruvido passo rock-blues di Federal Funding, con la chitarra elettrica e la tromba che si sfidano a singolar tenzone, è lì a testimoniare che la creatività dei Cake è intatta e la “routine” non c’è. Idem per quanto riguarda il giro funky di Long Time, lo scoppiettante funk derivazione Talking Heads di Mustache Man (Wasted) e il ghiotto easy listening di What's Now Is Now, brano già portato al successo nel ’69 da Frank Sinatra. Il dolce, come sempre, lievita. Cioccolato, pan di spagna, crema e via così, a strati, guarnendo il tutto con qualche ciliegina candita e uno sbuffo di panna montata. Tradotto in musica: si passa golosamente dalla melodia di Got To Move, coi Beatles e i Beach Boys dietro l’angolo, al rock “rollingstoniano” di Sick Of You con tanto di parentesi rap; dalla ballata neo psichedelica di Easy To Crash, al country di Bound Away insaporito da un giro di valzer e da una tromba mariachi; dalle malinconiche note pianistiche di Teenage Pregnancy con quel tocco di tex-mex alla Calexico che non guasta mai, al pop stile Paul McCartney di The Winter e all’irresistibile minuetto di Italian Guy, dal retrogusto chicano. C’è da leccarsi i baffi. Ma niente torte in faccia, please.

www.spin-go.it

www.cakemusic.com

stampa

coolmag