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Dancing Backward In High Heels
Fool For You Baby video
Sylvain Sylvain & David Johansen
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New York Dolls - Dancing Backward In High Heels (Blast Records)

di Stefano Bianchi

Umore: VINTAGE

Dopo il ritorno in grande stile (sponsorizzato da Morrissey) con Live From Royal Festival Hall (2004), il rock duro e puro di One Day It Will Please Us To Remember Even This (2006) e ‘Cause I Sez So realmente suonato da dio (2009), ci ha ormai preso gusto la coppia rock che in realtà non è mai scoppiata. David Johansen e Sylvain Sylvain, ogni volta  che incidono un disco danno una bella riverniciata al logo New York Dolls e se ne vanno in tournée. Non incassano cifre stratosferiche. Mai successo, neppure col glam rock del virulento New York Dolls (1973) e del più stiloso Too Much Too Soon (‘74), vissuti in anfetaminica compagnia di Johnny Thunders, Jerry Nolan e Arthur “Killer” Kane, poi passati a miglior vita. Ma chissenefrega: l’importante è soddisfare i fans che li seguono da una vita.

Capiterà anche stavolta, che in gioco c’è Dancing Backward In High Heels, registrato a Newcastle e suonato con Frank Infante (chitarra), Jason Hill (basso) e Brian Delaney (batteria). Disco urticante in almeno 3 pezzi (Talk To Me Baby, con "riff" chitarristico alla T. Rex e “wall of sound” alla Phil Spector; I’m So Fabulous e Round And Round She Goes,  gemelli rock & roll nel più classico Dolls Style), ma toglietevi dalla testa che possa ripetersi il miracolo di Personality Crisis, Trash o Bad Girl. Qui, per tutto il resto, c’è del “vintage”: nel senso che Johansen & Sylvain saltano da una cotta giovanile all’altra. Streetcake, ad esempio, è tutta giocata alla maniera dei gruppi femminili Anni ‘50 e ‘60 (Ronettes, Shirelles, Shangri-Las, Supremes…) che tanto ispirarono i New York Dolls di Too Much Too Soon, così come la rivisitazione di I Sold My Heart To The Junkman (1962, Patti LaBelle & The Bluebelles). E fra 2 reggae come Baby, Tell Me What I’m On e End Of The Summer che David Johansen padroneggia con enfasi da “crooner” e coretti “doo-wop”, s’infilano il caracollante blues di Kids Like You addomesticato dalla “slide guitar”; la ballata per cuori infranti You Don’t Have To Cry, fra Willy DeVille e i Rolling Stones; il rhythm & blues di Funky But Chic, che l’istrionico Johansen ha ripescato dal primo disco solista del ’78. Care bamboline di New York, è sempre un gran piacere ascoltarvi.

www.nydolls.org
   
      
  






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