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Anna Calvi - Anna Calvi (Domino Recording/Spin-Go!)

di Stefano Bianchi

Umore: DARK

Che Anna Calvi sia l’artistadark” che ci voleva e meno male che è arrivata, l’hanno detto Brian Eno e Nick Cave. Scusate se è poco. Eno, dopo che un amico l’aveva vista esibirsi al Luminaire di Londra riferendone mirabilie, l’ha invitata a pranzo ed è diventato il suo mentore. Cave, dopo aver ascoltato i suoi provini e la “cover” di Jezebel, canzone portata al successo da Edith Piaf, l’ha voluta come “supporter” nei concerti dei feroci Grinderman. 22 anni, londinese, padre romano e madre svizzera, Anna Calvi non teme di confrontarsi con la sua parte più oscura. Tant’è che ha scritto testi e musica di questi 9 incredibili pezzi melodici e possenti, sussurrati e deraglianti, velenosi e impressionisti. Dentro Anna Calvi (intitolato semplicemente così: nome e cognome), prodotto da quel Rob Ellis che di “dark ladies” se ne intende (leggi PJ Harvey), ci sono spontanei rimandi a Nick Cave (quello più romantico e decadente, d’inizio carriera), a certe bizzarrie musicali che hanno scandito le colonne sonore di Twin Peaks (David Lynch) e Pulp Fiction (Quentin Tarantino), alle rivoluzionarie partiture classiche di Messiaen, Debussy e Ravel, a leggendarie voci femminili (dalla Piaf a Nina Simone, fino a Maria Callas) che Anna ha ascoltato e riascoltato.

Ma la sua, di voce, preferisce non svelarla subito. E allora se ne sta volutamente in disparte, come un coro, nell’enfasi crepuscolare di Rider To The Sea che il tocco di una chitarra flamenca contribuisce a impreziosire. Poi, libera e audace, segue le tracce di No More Words e First We Kiss che dagli Anni ‘60 (con un orecchio a Burt Bacharach) indietreggiano fino al decadentismo mitteleuropeo. E se Desire, vocalmente parlando, è puro istinto che ricorda Patti Smith e Siouxsie Sioux, la più crepuscolare Suzanne & I ondeggia fra il rock esistenziale degli Smiths e il vellutato pop di Scott Walker. Nel sepolcrale blues di The Devil, invece, Anna riesce addirittura a sdoppiarsi sfoderando una nebbiosa interpretazione alla Nico e sfoggiando impeccabili acuti da soprano. E dopo essersi goduta l’ubriacante galoppata di Blackout, eccola a proprio agio nelle sfaccettature di una I’ll Be Your Man che dopo aver citato Stand By Me di Ben E. King ed essersi abbandonata al tipico “twangy soundchitarristico stile Duane Eddy, si fa avvolgere dal Nick Cave più tenebroso. E la tenera ed insinuante Morning Light, che chiude magicamente il disco, sarà fra le cose più belle che Anna Calvi proporrà in concerto: il 9 aprile al Locomotiv di Bologna, il 10 al TreeSessanta di Gambettola (FC), l’11 al Circolo degli Artisti di Roma.

www.dominorecordco.com

www.annacalvi.com






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