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Border Life Cd
Betty Vittori
The Secret Flame
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Betty Vittori & The Secret Flame - Border Life (Self)

di Cosimo Calogiuri

Umore: (DOLCEMENTE) MALINCONICO

Che estate, quella del 1985. In Spagna, con gli amici, fra clamorose insolazioni, partite a pallone sulla spiaggia, notti in discoteca, albe con “brioches” calde sul lungomare. E ogni volta, le giornate che ricominciavano frenetiche ma con un punto fermo: la musicassetta (riprodotta dal vinile) del long playing dei Flying Foxes. Nel viaggio di ritorno, stabilimmo ogni record d’ascolto possibile: da Benidorm a Pescara, 1800 km x 25 ore d’auto, con la voce di Betty Vittori a tenerci compagnia. Grazie a lei, evitammo colpi di sonno. Ero convinto che negli anni a seguire quella voce sarebbe ritornata. I Flying Foxes erano ormai una realtà del panorama musicale italiano, avevano perfino partecipato al Festival di Sanremo e ricordo un bellissimo concerto alla “montagnetta” milanese di San Siro in occasione di una Festa dell’Unità. Attendevo fiducioso il secondo disco, cercavo in continuazione notizie degli amati “volpini” ma… zero.

Nei primi Anni ‘90, passando dall’analogico al digitale, i Cd prendono piede sempre di più: si comincia a convertire di tutto, ogni ellepì ha la sua brava copia in digitale… Torno a sperare: di mettere le mani sul compact disc di Betty, per potermelo almeno riascoltare in pace visto che la mia copia in vinile è ormai usurata e inascoltabile. Macchè: dei Flying Foxes non si ricorda più nessuno. Poi, di tanto in tanto, l’ho pensata: mentre ascoltavo un disco di Paul Weller o di Marvin Gaye mi domandavo ”chissà come l’avrebbe cantato questo pezzo…”. Finchè, alla redazione di CoolMag, il suo nome è rispuntato fuori per caso. Si sono messi in contatto con lei, che sta per pubblicare un nuovo disco. Mi chiedono di recensirlo. Ovvio che sì. Inserisco Border Life nel lettore, e parte The Core Of The Heart: ballata morbida, calda, accogliente, concisa. Non mi pronuncio: il suono è volutamente sporco, filtrato. Betty è pressochè irriconoscibile. Ma aspetto, e faccio bene. Con il brano che dà il titolo al disco, i conti tornano: le chitarre di Vladimiro Leoni e Simone Boffa, insieme al contrabbasso di Giulio Corini (The Secret Flame), introducono il cantato di Betty ed è come nel film Marrakech Express, quando gli amici di una vita riaprono l’album dei ricordi. Io, riapro il mio e ritrovo un’amica mai del tutto dimenticata. Border Life è un disco interamente acustico, jazzato ma non troppo, dolce, romantico, da ascoltare con una luce soffusa e possibilmente con qualcuno con cui vi sentite a vostro agio. Da ascoltare con chi conosce i vostri segreti più intimi e non vuole né può nascondervi nulla. È un disco, questo, dedicato a chi non spedisce sms o emails, quand’è in vacanza, ma cartoline con il mare e il tramonto sullo sfondo. Dedicato a chi non scarica musica, ma ascolta i dischi con la copertina sul cuore e gli occhi chiusi. Dedicato a chi ha una valigia dei ricordi piena di foto in bianco e nero. Grazie, Betty Vittori. Bentornata.

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www.bettyvittori.com











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