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Ruggine CD
Elizabeth metro
Mod Guitar
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Elizabeth - Ruggine (Mescal/Universal)

di Cosimo Calogiuri

Umore: MOD

Sarà perchè nel mio armadio il numero delle Fred Perry non è mai sceso al di sotto dei 15 capi. O forse per quel poster di Quadrophenia che campeggia nel mio salotto. O ancora, per la mia foto insieme a Paul Weller fuori dall’Alcatraz di Milano, che è l’ultima cosa che guardo prima d’addormentarmi… Fatto sta che mi sentivo ben disposto a recensire Ruggine degli Elizabeth. C’era il rischio, però, di farmi influenzare/condizionare dalla magnifica copertina del Cd (ah!, l’amato simbolo dell’aviazione inglese in campo bianco è la miglior macchia di colore che il mio occhio ricordi…). Quindi mi sono detto: “ascoltalo con distacco e sii sincero”. Ed è con sincerità che vi dico che gli Elizabeth ci sanno fare. La cosa che mi ha colpito sin dal primo ascolto, è la purezza del suono: fresco e cristallino. Gli strumenti sono ben suddivisi e pefettamente udibili, a dimostrazione che il gruppo in sala è ok, se penso al terrificante impasto di chitarre/ferraglie esibito da anni dai cosiddetti esponenti del rock nazionale (Vasco Rossi, Ligabue). Insomma, gli Elizabeth vincono la sfida alla grande. I giovani mods emiliani, come tutti i veri musicisti, sono anche appassionati divoratori di dischi che manifestano con orgoglio l’amore per i propri idoli: cioè Who, Kinks, Oasis, Paul Weller (l’intro di chitarra in Disinfettante sembra uscita da Stanley Road). Ma non pensate a un gruppo di cloni, poichè ogni giovane musicista ha dei punti di riferimento. Ma poi bisogia scrivere le canzoni, e in Ruggine le belle canzoni non mancano.

Ottime le prime 3: Un mondo per me e Opportunità partono da ballate per poi esplodere nel finale, Piove su Milano è bella davvero (a proposito: la preferisco nettamente in italiano). Disinfettante è efficace come ho gia detto, mentre La mia generazione è un’originale rivisitazione di My Generation degli Who con un inaspettato uso del sintetizzatore in chiave Krautrock. Ma anche il resto del disco tiene botta: Schizofrenia, Convivo con me (molto bello il testo) e Certi giorni sono più che godibili. Siamo in buona sostanza di fronte a una vera band: i fratelli Montanari (Marco alla chitarra e alla voce, ben impostata col Beat Anni ‘60 di casa nostra; Matteo alle tastiere) e poi Michele Smiraglio al basso e Francesco Micalizzi alla batteria che promettono (e mantengono) faville. Ascoltare Ruggine mi ha fatto bene al cuore, e se penso alla deprimente scena della musica italica dovrebbe essere facile per gli Elizabeth sfondare. Ma so che fra il dire e il fare ci sono di mezzo una marea di stronzi che riempiranno i 4 ragazzi di “consigli” per essere più vendibili, sfruttabili, addomesticabili. Traspare personalità, da Ruggine. Stile e testardaggine. Quindi non credo sarà semplice per i nostri geniali discografici “ridurli alla ragione”. The kids are alright. Avanti così e soprattutto… Mods Forever!

P.S. Mia figlia quindicenne, fan dei Club Dogo, ha inserito Ruggine nel suo Ipod. Un vecchio cuore Mod, vi ringrazia da Milano.

www.mescal.it



Foto: Simone Mazzoni

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