Coolmag - music

Bonaveri Cd
Guitar Bonaveri
Resto Mancha
home - music




Bonaveri - Città invisibili (Rusty Records)

di Peppo Delconte

Umore: CITAZIONISTA
 
Germano Bonaveri, chi era costui? Ma certo, quello che guidava i Resto Mancha. Qualcosa più di una “promessa” (dal momento che è arrivato al terzo disco), qualcosa meno di un “veterano”: è nato nel mitico ‘68 e vive nel miserabile oggi. Stretto nel vicolo senza uscita della ballata (le sue sono tutte più “ballads” che canzoni), ossessionato dalle rime, ha in testa gli echi d’un passato di eroi irripetibili (De Andrè, Guccini, Fossati). E infatti, anche in questa sua nuova fatica, affiorano gli ambigui segnali di un’eredità fin troppo scoperta. Come da previsioni è ancora la scrittura, un po’ verbosa e letteraria, a condurre la danza; mentre la voce e la musica accettano un ruolo elegantemente gregario... La citazione del titolo è ovvia: allude al bizzarro capolavoro di Italo Calvino, in cui un improbabile Marco Polo racconta all’Imperatore della Cina Kublai Khan le ancor più improbabili città che ha visitato nel suo immenso regno.

Ma se le città del grande scrittore sono invisibili perché immaginarie, quelle di Bonaveri sono invisibili nel senso che non si possono vedere: sono talmente mal abitate da non poter fare a meno di distogliere lo sguardo... Il suo non è un mondo immaginario: è piuttosto un affresco malinconico su una realtà insopportabile nella quale tuttavia si vive, si respira, si denuncia, a volte si cerca ancora l’emozione di un affetto o di una musica per danzare... Il resto è rumore. Le 10 ballate di Città invisibili si susseguono su temi diversi (Danza, Clandestino, Miraggi, Il ragno, etc.) ma atmosfere simili. Gli accompagnatori sono tutti di ottimo livello (compresi alcuni ospiti a sorpresa, come il clarinettista Lucio Dalla), la voce dell’interprete propone il tutto con coerente partecipazione. Ma viene da chiedersi, allora, cosa manca per volare più alto. Chissà? Forse un pizzico di furore in più? Certo, è difficile dire se la rabbia di vivere in tempi così squallidi (fra i tanti esseri davvero invisibili che popolano le nostre ignobili metropoli e non le città calviniane) basterà a sconfiggere la depressione e a restituire l’energia vitale. Forse ci vorrebbe un urlo più selvaggio, o un graffio d’umorismo feroce, una sadica allegria... O un bagno di sangue?

www.rustyrecords.it

www.bonaveri.it

stampa

coolmag