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Dean & Britta CD
Dean & Britta
Screen Test Lou Reed
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Dean & Britta - 13 Most Beautiful... Songs For Andy Warhol's Screen Tests (Double Feature)

di Stefano Bianchi

Umore: WARHOLIANO
 
Silenziosi. Pressochè immobili. Inquadrati in primo piano da una cinepresa Bolex. Factory People a getto continuo: musicisti, pittori, poeti, fotomodelle, ballerini, tossici, straccioni. Lou Reed, occhi nascosti dagli occhiali da sole, beve una Coca Cola. Nico, arruolata nei Velvet Underground come Lou, si mette in posa, indolente, alzando lo sguardo al cielo. Ann Buchanan, amica Beat di Neal Cassady e Allen Ginsberg, lascia che una lacrima le solchi la guancia. Freddy Herko, danzatore anfetaminico, si accende una sigaretta. Jane Holzer, attraente come una diva, si lava peccaminosamente i denti. Edie Sedgwick, musa fra le muse, socchiude gli occhi. Dietro la Bolex c’è Andy Warhol. Dal 1964 al ’66 riprende 500 uomini e donne, per 3 minuti, al rallentatore. Li osserva come un “voyeur”. Li psicanalizza. Fa cinema, vampirizzando le sue prede. Da ognuna, ricava un micro-film in bianco e nero che poi cataloga. E ogni tanto le raccoglie in gruppo: 13 Most Beautiful Girls e 13 Most Beautiful Boys. 13: come gli Screen Tests che adesso hanno un suono. A sceglierli (su commissione dell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, dopo averne visionati 150) ci ha pensato il chitarrista e cantante Dean Wareham. Il quale, da sempre, ama la musica dei Velvet Underground al punto da averla “clonata” nei Galaxie 500 e poi nei Luna, dal ’92 al 2005, per 7 dischi.

Nei Luna, 10 anni fa, Wareham ha fatto entrare Britta Phillips, bassista e vocalist, che è diventata sua moglie. Insieme, come Dean & Britta, hanno inciso L’Avventura (2003) e Back Numbers (2007): album fascinosi, chiaroscurali, ma nulla in confronto a 13 Most Beautiful… Songs For Andy Warhol’s Screen Tests. Canzoni e pezzi strumentali che dopo essersi guadagnati spazio in un Dvd e un tour che ha visto la coppia sonorizzare in diretta ogni singolo filmato, vengono proposti in questo doppio Cd. In ordine d’apparizione, ecco il Silver Factory Theme ricamato da ripetitivi fraseggi di chitarra che “commentano” lo screen test devoto a Billy Name; la "cover" di I’ll Keep It With Mine di Bob Dylan: folk urbano/cameristico al servizio di Nico; Not A Young Man Anymore, pezzo "velvettiano" che s’incolla al ritratto di Lou Reed con rimbombi dark e frustate rock; I Found It Not So, ombrosa ballata che accarezza il primo piano di un’altra icona della Factory, Mary Woronov; If Don’t Rain In Beverly Hills, technopop e inflessioni chitarristiche in onore di Edie Sedgwick; Incandescent Innocent, riverberià laHeroin per Freddy Herko; International Velvet Theme, che “zooma” su Susan Bottomly con una delicatezza che viene spezzata da una chitarra elettrica in distorsione; Teenage Lightning: elettronica glaciale, stile Suicide, per l’attoreundergroundPaul America; Herringbone Tweed: passo blues e retrogusto di Sweet Jane per Dennis Hopper; Richard Rheem Theme: audace puzzle elettronico, alla Kraftwerk; Knives From Bavaria (Jane Holzer): altalenante, persuasiva ballad; Eyes In My Smoke, sanguigno rockabilly per Ingrid Superstar; Ann Buchanan Theme: struggenti sonorità per quella furtiva lacrima. Andy Warhol, da lassù, ringrazia.

www.deanandbritta.com 



Foto: Screen Test, Lou Reed, 1966, © 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh

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