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Hockey - Mind Chaos (Virgin)

di Luca Scotto di Carlo

Umore: SPENSIERATO

Hockey? Okay. Fine della recensione. Se dovessi fare la sintesi della sintesi, sarebbe questa la cosa più rilevante da dire. Perché gli Hockey sono in un certo senso la tipica “indie band” del 21° secolo: figlia di 1000 generi diversi e antitetici, ma al tempo stesso vogliosa di emergere dal magma musicale che ci circonda. Impresa complicata, dal momento che tutti hanno sentito tutto e dal vivo certe bands alternano il successo del momento a una “cover” dei Grateful Dead, tanto per fare un esempio. Il confine tra eclettismo e confusione non è mai stato così labile. Occhio. Anzi, okay. Detto ciò, gli Hockey escono con disinvoltura da questa “impasse”. Divertendosi e facendoci divertire. Non a caso, si promozionano come “Band/DJ”: genere che non si può definire come uno solo, ma in cui c’è un retrogusto dance (3 AM Spanish), un aroma rock (Curse This City), un pugno di pop (Learn To Lose). Per questo, mai titolo d’album fu più azzeccato: Mind Chaos. Spicca soprattutto il cantante Benjamin Grubin, che assieme al bassista Jeremy Reynolds porta avanti il progetto che ha proprio nel singolo Too Fake l’episodio meno riuscito, come spesso capita in questi casi.

Comunque, la regola del disco sembra essere: non aprire nessun brano in maniera simile a un altro. Evidentemente a Portland, Oregon (da dove proviene il quartetto) si usa così. Paragoni? Non mi piacciono, ma la critica musicale ha snocciolato nomi come MGMT, Klaxons, CSS, Hold Steady. Gruppi che sono nella mente delle persone più per i loro nomi che per le loro canzoni, a parte qualche eccezione di qualità. Tutti mediamente bravi, orecchiabili, passabili. Infatti, scivolano via piuttosto in fretta. Eppure, qualcosa di buono c’è: credo più come movimento, che come singola realtà. Gli Hockey si sono fatti le ossa in giro per gli States, ma soprattutto hanno fatto 2 importanti apparizioni: al Lollapalooza, festival che non ha più l’”appeal” di qualche anno fa ma gode ancora di buona salute, ma soprattutto al SXSW (South By Southwest), l’appuntamento più significativo per l’intera industria discografica. Dove si decidono i destini della musica che ascolteremo. Dalle canzoni serie, a quelle delle serie TV.

www.virginrecords.com

www.hockeyband.com



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