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The XX – XX (Young Turks)

di Luca Scotto di Carlo

Umore: MINIMALISTA

Il primo contatto visivo con gli XX (quello sonoro l’avevo già avuto ascoltando l’album, ma non c’è neanche una foto in copertina), è stato guardando su YouTube il video di Crystalized. Poi (sempre là) ho rintracciato una loro "performance" acustica ad Amsterdam. Infine, li ho visti finalmente in concerto a Milano. E sapete una cosa? Non c’è la minima differenza. Gli XX sono e restano fedeli alla linea. La loro linea: retta, tracciata con un pennarello nero dalla punta sottile. Loro suonano senza muoversi più di tanto, guardando perlopiù davanti a sé senza arroganza e soprattutto, senza batteria. E funziona, cavolo se funziona. Immaginate una specie di Cure con una specie di Tricky alla voce ma bianco. Comunque non rende l’idea. E se a un estremo della mia personalissima idea di buona musica metto una serie di mostri sacri e/o gente che sa davvero cosa significa suonare, all’altro capo ci metto volentieri gruppi come gli XX. Onesti. Misurati. Seri. “Indie” nel vero senso del termine. Suoni campionati e sintetizzati come tappeto musicale, arpeggi di chitarra e una drum machine in stile trip-hop. Un’essenza, più che una musica. Ma come sempre, per capire bene bisogna ascoltare.

Una volta un tizio mi ha detto: «Parlare di musica è come ballare di architettura». Tutto sommato, è vero. Soprattutto in casi come questo, quando ti trovi di fronte a un’atmosfera che vive e ha un senso solo se presa nella sua interezza e non sezionata in piccole porzioni. Non c’è Jimmy Page alla chitarra, né Jeff Porcaro alla batteria. O Miles Davis alla tromba. È l’insieme, che regge tutto il progetto. Partiamo da Intro, il primo brano (e il fatto che non si siano sforzati a trovare un nome alternativo, o inutilmente bizzarro, è un altro indicatore) e poi soffermiamoci un po’ di più su VCR, Shelter e la già citata Crystalized. Sì, il sapore è quello della prima volta che ho ascoltato Three Imaginary Boys dei Cure, anno di grazia 1979. Quella chitarra così presente ma mai invasiva, il basso che le dava man forte… Sì, le similitudini ci sono. E questa tanto ricercata semplicità, fa degli XX una piccola mosca bianca in un panorama dove vince chi sfoggia il look del momento, dove devi combattere con Kate Moss che mette becco nelle canzoni dei Babyshambles o Scarlett Johansson che nel suo disco (?) fa fare il corista a David Bowie. Mettiamoci una XX sopra.

www.theyoungturks.co.uk

www.thexx.info  

Foto: Owen Richards
Tore Hallas

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