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Force Of Nature
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Black Merda - Force Of Nature (VampiSoul)

di Luca Scotto di Carlo

Umore: PURO
 
Cominciamo dal nome. E tanto per rassicurare il fanciullo che vive dentro di noi e sghignazza ogni volta che viene pronunciata la parolamerda” (e mai rinuncerebbe al film di Natale dei Vanzina), diciamo subito che in questo caso “merda” è lo "slang" degli afroamericani per dire “murder”, cioè “omicidio”. L’etichetta discografica spagnola VampiSoul, dal 2003 riporta alla luce dischi a mio avviso impedibili, come quello di Betty Davis, moglie (seppure per brevissimo tempo) del ben più noto Miles, dando spazio a quegli elementi di funk acido e ruvido che ritroviamo a pieno titolo nei Black Merda, leggendaria quanto misconosciuta formazione di colore della Detroit primi Anni ’70. La contaminazionehendrixiana” è così evidente che ogni tanto durante l’ascolto di Force Of Nature ti viene da prendere la copertina e controllare che sia proprio un disco del 2009 e non compaia il grande Jimi nei “credits”. No, non c’è. Rimettete pure a posto la cover e godetevi tutto il ritmo funk-puro-funk dei Black Merda.
 
Ancora guidati dal chitarrista Charles Hawkins e dal bassista Vic Veasey, riprendono il discorso da dove l’avevano lasciato decenni prima. Ma in un momento dove dal punto di vista musicale vale tutto e convivono generi e artisti così lontani e diversi fra loro, un posto ai Black Merda lo teniamo volentieri: non foss’altro per chiudere gli occhi ascoltando Can’t Get Enough Of The Funk e fare finta che Jimi Hendrix abbia deciso di darsi al funk, almeno per un po’. In effetti, il giochino riesce meglio coi dischi precedenti, da poco ristampati e ancora più vicini alle trame hendrixiane di quanto non lo sia questo, che affronta la materia funk in maniera più “up-to-date” e più consona all’età non più giovane dei membri del gruppo. In realtà, l'uomo di punta della “line-up” era Ellington ‘Fugi’ Jordan. Il mensile britannico Mojo, nel numero di aprile, è riuscito a rintracciarlo a Fresno, in California, dove abita. Il musicista, che suonava coi Merda nel loro periodo migliore (1968-1970) ed era ovviamente amico di Hendrix, ha rivelato che dopo aver toccato il punto più basso della propria esistenza nel ‘74 a causa della dipendenza dall'eroina, oggi (superata la boa dei 60 anni) continua a comporre canzoni. Il suo album che la 20th Century si rifiutò di pubblicare a metà Anni ‘70 proprio a causa della droga, uscì nel ‘97 per l’etichetta rap Tuff City col titolo di Mary, Don't Take Me On No Bad Trip. In conclusione, questo disco è quantomeno una buona occasione per scandire la parola funk e non confoderla mai più (come fanno in troppi) con “quel pezzo di disco music che mi piaceva tanto tanto ballare”. Respect.
 
 

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