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No Line On The Horizon
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U2 - No Line On The Horizon (Island/Universal)

di Luca Scotto di Carlo

Umore: VARIABILE

Ancora una volta, a scadenza irregolare, esce il nuovo album degli U2. E nonostante non ci sia una One, è numero 1 in classifica. Ma ciò non deve ingannare, né sviare l’attenzione. Capita a un sacco di gruppi diventati icone. Vedi i Radiohead, ad esempio, che qualunque cosa pubblichino la massa li acquista senza ascoltare o capire, ma solo perché: a) “sono i Radiohead, quindi non si discute”; b) “i dischi dei Radiohead? Ce li ho tutti!”. Ci siamo capiti. Succede anche con gli U2, e ultimamente di più perché i precedenti 2 dischi erano decisamente più alla portata. Più “hit da stadio”, per intenderci. Con No Line On The Horizon, i dublinesi tornano a bucare la superficie e a colpire più a fondo. Non fatevi ingannare dal primo ascolto, né dall’accattivante "apripista" Get On Your Boots, ma portate pazienza e ricominciate dalla prima traccia. Ne vale la pena. Lo so, lo so, oggi come oggi non esistono più dischi brutti, sono tutti prodotti sopra la media, tutti vantano la presenza di ospiti illustri, sia da un lato sia dall’altro della consolle. Quindi, è più complicato individuare le gemme nascoste. Ma gli U2 non lasciano mai niente al caso e contemporaneamente riescono a non perdere di vista quella spontaneità che alimenta da sempre le loro canzoni. Perché di canzoni si tratta, e dopo tanti anni e tante battaglie non è facile continuare a comporre parole e musica senza perdere colpi, stando attenti alla scelta di ogni vocabolo e di ogni sonorità evitando quell’effetto di ridondanza che si prova quando si mangia una fetta di torta con troppa panna.

Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen jr hanno perfino cambiato il produttore in corso d’opera, optando per l’ormai consolidata coppia Eno/Lanois, laddove l’eccessivo (a volte) leziosismo del primo (fantastico compositore e faro dei primi Roxy Music, ma anche autore di performance d’una noia mortale) viene bilanciato dal suono limpido e insieme ruvido del più parsimonioso Daniel. Il risultato? Vario e variegato, No Line On The Horizon attraversa svariati generi musicali senza smarrire la propria identità: passando dalla ballata in puro U2-style, al rock-blues con un tocco etnico o un arrangiamentobeatlesiano”, dove l’aspetto produttivo viene fuori insieme alla potenza delle melodie ascolto dopo ascolto dopo ascolto, facendoti scoprire un pianoforte delicato sullo sfondo o una percussione che non avevi notato la prima volta perché stavi seguendo la voce di Bono, a volte stentorea, a volte più roca di quanto pensassi. Un po’ come è successo ai tempi di Achtung Baby, questo è un disco che i fans ameranno profondamente e che lascerà leggermente perplessi gli altri (che comunque lo compreranno, tranquilli). Non c’è la Vertigo o la Elevation della situazione per schizzare in piedi all’istante. Ma vi dirò: non vedo l’ora di vederli in concerto. Ancora una volta. A scadenza irregolare.

www.universalmusic.it

www.u2.com

Foto: Anton Corbijn

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