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Tonight Franz Ferdinand
Franz Ferdinand
Franz Ferdinand primo disco
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Franz Ferdinand - Tonight: Franz Ferdinand (Domino/Spin-Go!)

di Stefano Bianchi

Umore: NOTTURNO

Citando l’arciduca assassinato nel 1914 a Sarajevo da Gavrilo Princip, i Franz Ferdinand si sono rivelati “casus belli” nel pop britannico. C’era da spedire in soffitta Oasis e Blur? Con l’ausilio di altri gruppi dal nome altisonante (Kaiser Chiefs, Maxïmo Park, Kasabian) il quartetto di Glasgow ha forgiato un Britpop nuovo di zecca. Più epico e marziale delle stucchevoli schermaglie tra i fratelli/coltelli Gallagher e quello spocchioso di un Damon Albarn, che giocavano a fare i novelli Beatles e Rolling Stones. Con Franz Ferdinand (2004) e You Could Have It So Much Better…With Franz Ferdinand (2005), gli ardimentosi capitanati dal cantante e chitarrista Alex Kapranos hanno inanellato ultraveloci chitarre post-punk, ritornelli all’arma bianca e un tour che ha toccato Australia, Giappone, Russia e Sud America. Dopodichè, silenzio da coprifuoco. Proprio nel momento d’oro. Un classico, per chi morde il successo in quattro e quattr’otto e si ritrova carico di responsabilità. Meglio, allora, rintanarsi in trincea. Attendere tempi migliori. Facendo gli scongiuri affinchè il pubblico non perda la pazienza.

Sicchè, sull’orlo di una crisi d’identità, i Franz Ferdinand hanno affittato un palazzo d’epoca vittoriana e là (di notte, quando l’ispirazione vien più facile) hanno composto e inciso canzoni prendendosi tutto il tempo necessario. E fra una “session” e l’altra, varcato l’uscio della nobil dimora, le hanno proposte dal vivo agli “aficionados”. Per vedere l’effetto che facevano. Ottima strategia. Temporeggiare, e ripartire. Sempre di notte. Come il risultato finale, Tonight: Franz Ferdinand, che esprime quel senso d’attesa che si percepisce prima di ogni concerto. E poi la scarica d’adrenalina, la notte che incalza e l’alba che ci sfugge, cogliendoci nel sonno. Alex Kapranos & Co, nottetempo, sono cambiati. Al posto delle scariche elettriche, c’è l’elettronica. Luci stroboscopiche. Pulsanti giri di basso. E quel non so che, sornione, da New Romantics Anni ‘80 (decennio che di questi tempi paga, eccome se paga). Danzereccio è Ulysses, passo d’apertura del Cd. Fra technopop e discomusic, sgomita Live Alone. Turn It On e No You Girls, con quel tiro funkeggiante, ricordano gli INXS. Brusche, invece, sono le (rétro)marce di Send Him Away e What She Came For, appiccicate al cabarettismo caro ai Kinks e alla venaglam” dei Roxy Music, mentre Lucid Dreams punta allo psichedelico e ai convulsi botta-e-risposta delle chitarre. E se Dream Again è un ipnotico tintinnìo, Katherine Kiss Me ribalta tutto il discorso mirando all’acustico e al cicaleccio folk. «Ascoltate il disco a basso volume, ma alto sarebbe meglio. E durante il giorno. Anzi, di notte», precisano i Franz Ferdinand. Parole sante. Senza sbadigli.

www.dominorecordco.com

www.franzferdinand.co.uk

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