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Weller At The BBC
Photo Dean Fardell
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Paul Weller - At The BBC (Island/Universal)

di Cosimo Calogiuri

Umore: MOD
 
Sì, lo so. Qualcuno di voi si starà domandando se il Modfather non stia per caso esagerando con le autocelebrazioni. E se dopo il doppio live Catch A Flame (2006) e la successiva raccolta Hit Parade (senza ovviamente dimenticare 22 Dreams, imperdibile disco di canzoni inedite uscito la scorsa estate), fosse il caso di pubblicare una nuova antologia che raccoglie le “sessionsradiofoniche e i concerti registrati negli ultimi 18 anni da Paul Weller per la BBC. La risposta non ammette repliche. Sì, era assolutamente il caso. Il motivo? Ogni brano presentato in questo box annichilisce le precedenti versioni incise in studio, poichè la dimensione ideale in cui Weller dà il meglio di sé è quella concertistica. In 4 Cd, ecco il top della sua carriera solista (su 74 pezzi, solo 4 appartengono al periodo Style Council e 2 all'epoca Jam) che va dal 1990 al 2008 snocciolando una scaletta da brividi che conferma le caratteristiche di uno fra i migliori cavalli di razza del rock: la straordinaria vena melodica, quella capacità davvero unica di comporre canzoni che ti entrano subito in testa, nel cuore, nello stomaco. Scandite da quella voce scartavetrata da mille sigarette, forse non particolarmente estesa, ma “quella” voce che ogni fan non baratterebbe mai con nessun’altra al mondo.
 
Date un’occhiata alla “tracking list” e immaginatevi se Time Passes l’avesse scritta Elton John; oppure, se Science fosse uscita dalla penna di Eric Clapton. Se Push It Along l’avesse composta Noel Gallagher e You Do Something To Me l’avesse firmata Burt Bacharach. Apriti cielo. Fiumi d’inchiostro, con la critica musicale sostenuta dalle grandi “majors” del disco che avrebbe gridato al miracolo pur di mantenere in vita certi brontosauri in stato comatoso/compositivo da quel dì. E invece, le ha scritte tutte Paul Weller. E ci siamo ormai abituati ai suoi “standards” d'assoluta eccellenza. Quindi, cari lettori e care lettrici, regalatevi o regalate Weller At The BBC ai vostri amici e amori. Per qualcuno, sarà una straordinaria scoperta; per altri, sarà un piacevolissimodéjà vu”. Già, perché in Italia Paul gode di una discreta fama tra gli appassionati della buona musica. Ma vanta anche uno zoccolo duro di agguerritissimi seguaci. Sottoscritto compreso. Nel resto del globo, Weller scintilla nel firmamento rock. E in Inghilterra, è oggetto di un vero e proprio culto. In un’ipotetica scaletta di  grandi personaggi, è appena un gradino sotto Dio.

www.islandrecords.com

www.paulweller.com

Foto: Dean Fardell - Gibson Photographer

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