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Cinque bambole per la luna d'agosto
Gungala la pantera nuda
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Artisti Vari - A Trip? Just A Little... Beat (Cinevox)

di Stefano Bianchi

Umore: VINTAGE

Di popolarità ne godevano, eccome. Confinata nei cinema di periferia, saturi di nicotina e pieni zeppi di pruriginosi aficionados”. Negli Anni ’60 e ’70, facevano cassetta le pellicole che oggi siamo abituati a chiamare “di Serie B”: da quelle che al colmo della banalità sbandieravano la rivoluzione sessuale (Bali, 1969), a quelle che strangolavano l’estetica del thriller (Cinque bambole per la luna d’agosto, ’70). Dal “pecoreccio è bello” (La sculacciata, ’74), all’esotismo erotico (Il Dio serpente, ’70). Filmetti da 2 soldi, che però hanno avuto il merito di lanciare nel mito Laura Antonelli, Nadia Cassini, Edwige Fenech, Sydne Rome e le altre divine creature di quegli anni tesi, problematici, irrisolti. Proiettavano il sesso libero in salsa polinesiana del sessantottino Bora Bora? Tutti, come un sol uomo, a sbirciare quella cosa lì, senza minimamente soffermarsi sulla musica che ci girava attorno. E che musica! Già, poiché per ogni B-Movie si scomodava il Gotha dei compositori: da Ennio Morricone a Piero Piccioni, passando per Augusto Martelli, Giorgio Gaslini e Gianni Ferrio. Maestri del pentagramma, incuranti delle sceneggiature che facevano acqua da tutte le parti, cucirono addosso a quei filmetti colonne sonore da favola.

E meno male che qualcuno se ne ricorda, di quelle soundtracks che ora vengono recuperate sotto la voce Lounge Music. Come le musiche di A Trip? Just A Little… Beat: fatte di frammenti psichedelici, jazzismi, intrecci d’atmosfera. Ad esempio, i 2 brani estratti dal film Bali, omonimo titolo e Donna più, che per mano di Giorgio Gaslini sovrappongono il suono di un sitar e il battito del beat, un pianofortejazzy” e un ubriacante sax di matrice rhythm & blues. Di intriganti sorprese, questa compilation ne conta parecchie: dal tris di Piero Umiliani (Danza primitiva, Il magnate, Cinque bambole rosa) che mette in fila etno-lounge in chiave bossanovista, un beat che diventa pop e un errebì pazzesco, dal punto di vista vocale; a Coincidenze (dal film Violenza sull’ultimo treno della notte, ’75), che ha tutto l’Ennio Morricone che t’aspetti: sperimentale, caustico, scintillante, serrato; da un coinvolgente Blue Rhythm Festival (Piero Piccioni, Bora Bora) con quel tripudlio di tastierevintage”, al soft-jazz da nightclub di Fai presto, fai presto, elaborato da Gianni Ferrio e messo al servizio della Sculacciata. 14 tracce in tutto, che vi raccomando di ascoltare e riascoltare, con un’attenzione speciale al jazz stratosferico di Gungala, la pantera nuda (’68, omonimo film) orchestrato dal duo Brugnolini-Malatesta; a un altro fior di rhythm & blues, Mood (Il Dio serpente), giostrato alla grande da Augusto Martelli; ai fiati ruggenti che sottolineano 2968: musica di Carlo Savina, giusto 40 anni fa, per quel trip di sesso liceale intitolato La scuola delle vergini.

www.cinevox.it          









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