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La Norvegia è nu-jazz

di Redazione

Terra di fiordi, natura incontaminata, neve per 6 mesi all'anno, luce, paesaggi meditativi, tradizioni popolari che derivano dai vichinghi e dai sami, l'etnìa imparentata con gli eschimesi. Tutto può sembrare, la Norvegia, tranne che il luogo dove nasce, si sviluppa e decolla il jazz più avveniristico. Cioè il nu-jazz, affascinante miscela di elettronica, drum & bass, suggestioni orientali, filosofia zen, trip-hop, suoni acidi. Che non può prescindere, comunque, dal jazz che a partire dagli Anni ’60 impose all’attenzione di pubblico e critica Jan Garbarek, Karin Krog, Terje Rypdal, Arild Andersen, Jon Christensen… Musicisti che si misero al servizio degli americani Don Cherry e George Russell, che proprio in Norvegia si stabilì e operò come didatta. Oggi, grazie a Nils Petter Molvær, trombettista e polistrumentista; Eivind Aarset, folletto della chitarra elettrica che ha collaborato con il nostro Paolo Fresu; la cantante Sidsel Endresen; il pianista Bugge Wesseltoft, inventore e “maitre à penser“ dell'etichetta Jazzland; il percussionista Audun Kleive; gli altri virtuosi del pianoforte Stale Storlokken, Christian Wallumrod e Jon Balke; i trombettisti Matthias Eick e Arve Henriksen; il sassofonista Trigve Seim, al servizio del quintetto di Manu Katchè, la Norvegia è il paese jazzisticamente più all'avanguardia.
 
E se gruppi come Atomic, Wibutee e Jaga Jazzist sono esplosi nel mercato internazionale, il merito va al jazz locale che ha implementato strategie promozionali col contributo delle istituzioni pubbliche. Il Jazz Forum, ad esempio, è un’efficiente organizzazione divisa nelle 5 sezioni regionali di Bodø, Trondheim, Bergen, Kristiansand e Oslo, che annovera la maggioranza di musicisti (400), clubs (60) e festivals (20) presenti sul territorio. L’attività delle sezioni si basa sulle sovvenzioni annuali amministrate da accordi con comuni, contee e stato, quest’ultimo rappresentato dal Consiglio Norvegese per gli Affari Culturali. Ognuna di esse può contare su un nucleo di collaboratori professionisti a tempo pieno; ma gran parte delle attività viene svolta da volontari e appassionati. Poi c’è l’istruzione musicale, non solo attraverso il corso di jazz del Politecnico di Trondheim, ma anche nelle scuole superiori e nelle accademie d’arte per dar modo a bambini e giovani di approfondire la materia garantendo un’ampia base da cui attingere alla scoperta di nuovi talenti. Infine, le rassegne jazz: più di 20, e tutte ad alto livello, che attraggono un’audience sempre più numerosa. Festivals che danno lavoro ad ogni musicista, mettendolo in contatto coi grandi artisti internazionali. Un esempio, questo, che molte nazioni europee dovrebbero seguire e che nasce da questo piccolo lembo di terra circondato dal mare, dove la musica ha un’importanza e una considerazione che altrove non riesce a raccogliere.
 
Discografia consigliata
 
Jan Garbarek – Legend Of The Seven Dreams (’88), I Took Up The Runes (’90), Rites (’98), In Praise Of Dreams (2003)
Arild Andersen – Molde Concert (’82), Hyperborean (’97), Electra (2005)
Terje Rypdal – Waves (’78), Skywards (’96), Vossabrygg (2006)
Nils Petter Molvaer – Khmer (’98), Solid Ether (2001)
Eivind Aarset – Electronique Noire (’98), Sonic Codex (2007)
Audun Kleive – Bitt (’97), Generator X (2000)
Sidsel Endresen – Exile (’94)
Arve Henriksen – Chiaroscuro (2005)
 
 
 
Jazz Clubs
 
Storyville Jazz Club - P.O. Box 77, Molde, tel. 0047-92816528
Lillestrøm Jazzclub - Leiv Eirikssons Gt. 14, Lillestrøm, tel. 93001630
Flekkefjord Jazzklubb - Konertforum, Uenesveien 32, Flekkefjord, tel. 38324427
Bare Jazz - Kirkegaten 26, Oslo, tel. 22332080
Belleville - Haakon VII Gt. 5 B, Oslo, tel. 22554407
Cosmopolite - Industright 36, Oslo, tel. 22690198
 

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