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Shine A Light Cd
Stones e Martin Scorsese
Rolling Stones live
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Rolling Stones - Shine A Light (Polydor/Universal)

di Stefano Bianchi

Saranno pure rughe rotolanti. Sarà che ogni volta ha tutta l'aria del “de profundis”, per le pietre doloranti. Ma chiudetele a chiave in un teatro e fatele suonare: Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood, siatene pur certi, sapranno ancora afferrare il pubblico per le palle. Come nel 1977, quando i Rolling Stones non erano ancora quarantenni ma c’era chi li dava già per morti e sepolti, giacchè il neonato e strafottente punk non avrebbe mai potuto sopportare nostalgie canaglia. Ma loro, nello spazio strizzato di El Mocambo, a Toronto, innescarono cortocircuiti rock e blues che le pareti non hanno ancora smesso di tremare. Il risultato fu il doppio Love You Live, pietra miliare fra i dischi dal vivo. Ventinove anni dopo, il 29 ottobre e il 1° novembre 2006 (schegge impazzite dell’A Bigger Bang Tour), i 4 over 60 mostrano senza pudore rughe, maschere iconiche e tsunami di sudore al regista Martin Scorsese, fan di quelli tosti. Questa volta, introdotti dal roboante “Ladies and gentlemen, The Rolling Stones!” di Bill Clinton, sfidano l’anagrafe al Beacon Theater di New York.

Il risultato è Shine A Light, film-concerto che macina questa doppia colonna sonora tosta proprio come Love You Live. Il repertorio, sgrezzato dalle quisquilie dei dischi più recenti e dal funky di pezzi tipo Emotional Rescue, punta con vigore al “come eravamo”: senza patetismi, al nocciolo del rock e del blues. Accompagnato da musicisti coi controfiocchi (il bassista Darryl Jones e il tastierista Chuck Leavell in prima linea), l’inossidabile band sfodera i “riffs” al di là delle mode e del tempo di Jumpin’Jack Flash, Brown Sugar e Start Me Up. Fa retromarcia agli Anni ‘60 con la disarmante melodia di As Tears Go By, l’immediatezza beat di (I Can’t Get No) Satisfaction, il fuoco e fiamme di Sympathy For The Devil. Pesca la sostanza di uno dei dischi più belli in curriculum (Exile On Main Street del ’72) per ridisegnare le traiettorie rock-blues di All Down The Line e la turgida spontaneità di Tumbling Dice. Si dà muscoli e cuore al rhythm & blues rivisitando Just My Imagination dei Temptations. Quindi al country con Faraway Eyes, una sorprendente versione di Some Girls e Loving Cup, che i funambolici nervi scoperti di Jagger intonano con Jack White dei White Stripes. Ben lieto, quest’ultimo, di partecipare alla festa come il bluesman Buddy Guy e Christina Aguilera, che insieme a Mick condividono Champagne & Reefer di Muddy Waters e la pimpante Live With Me. Avercene, di rughe così.

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www.rollingstones.com







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