Coolmag - music

Chinese Restaurant
Hibernation
Cathode Mamma
home - music




Chrisma- Chinese Restaurant, Hibernation, Cathode Mamma (Universal)

di Stefano Bianchi

Umore: TRISTE
 
Chissà perché non potevo farne a meno. Ogni volta che passavo da corso Lodi (Milano, zona Porta Romana), mi fermavo davanti alla vetrina di Arcieri Elettrodomestici. Residuato del “boom economico”, ci vendevano anche i dischi. Era il '79 e avevo acquistato l’ellepì Hibernation dei Chrisma: CHRIStina Moser e MAurizio Arcieri. Qualcuno mi aveva detto che i proprietari del negozio erano i genitori di Maurizio, l’ex bello di quei New Dada che negli Anni ’60 avevano rivisitato la "rollingstoniana" Lady Jane e fatto da “supporters” ai Beatles, accreditandosi al "top" del beat italiano. Avrei voluto entrare da Arcieri Elettrodomestici e chiedere a papà e mamma se per caso avevano visto il loro figliolo acchittato come un punker post-atomico. E se avevano saputo che si era tagliato “on stage” un dito col rasoio. Ma non ho mai avuto il coraggio di entrarci, da Arcieri, illudendomi di aver lasciato i coniugi all’oscuro di tutto. Ricordi. Stampati sopra quella vetrina fra una lavatrice, una tivù in bianco e nero, un frullatore. Ricordi che si rifanno vivi, ora che l'anima punk di Maurizio è volata via e voglio ricordarvi lo splendore di Chinese Restaurant (’77), Hibernation (’79) e Cathode Mamma (’80): i primi 2 dischi marchiati Chrisma e il terzo (teutonicamente) Krisma. Ancora un ricordo: la mia intervista all'ineffabile duo, spassosissima, per il mensile Tutto Musica & Spettacolo. Metà Anni '80, più o meno. Hibernation autografato da Maurizio & Christina. Che sono stati grandi. Grandissimi. Pionieri della new wave italiana fulminati sulla via punkettara.
 
Nei loro cervelli ronzavano i Velvet Underground più che i Sex Pistols. Maurizio Arcieri alle "diavolerie elettroniche", la svizzera Christina Moser alla voce. Bionda, ipersexy: sua fan accanita, conosciuta nel ’66 al compleanno di Patrizia Wachter (figlia di Leo, il produttore dei New Dada), sposata e poi portata in sala d’incisione. Chinese Restaurant, gioiello senza tempo tutt’altro che tricolore, quando esce è il punto esclamativo, l'eccezione radicale. Dentro ci trovi l’influenza dei Kraftwerk, del David Bowie “berlinese” (nella decadente Lola, che i Chrisma avrebbero dovuto presentare al Festival di Sanremo: ma rifiutarono per non doverla cantare in italiano), dei primi Ultravox, dei Tuxedomoon. Ci sono pezzi dark fulminanti, ossessivi, catatonici. E gemme oscure come Black Silk Stocking, Lycee, Thank You, C. Rock. In poche parole, post punk sublimato da Hibernation: mitteleuropeo e futurista. Spasmi elettronici fra DAF, Human League, Gary Numan. Titoli emblematici per pezzi di culto: Hibernated Nazi, Aurora B. (con tanto di "videoclip", all’epoca, con la coppia che simulava erotismo e un inquietante, finto suicidio), Gott Gott Electron, Vetra Platz. Infine, la svolta “commerciale” di Cathode Mamma. Chrisma che diventa Krisma, l’elettronica glaciale che metabolizza il technopop, la danza cibernetica di Many Kisses e l'inarrivabile dolcezza di Peggy Guggenheim. Questa è una trilogia assassina. Riposa in pace, Maurizio.

stampa

coolmag