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Across The Universe
Bono in una scena del film
Sequenza di Across The Universe
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Artisti Vari - Across The Universe (Interscope)

di Stefano Bianchi

Jude parte da Liverpool in cerca del padre, milite ignoto che non ha mai visto. In America, si ritrova fra studenti e artisti che non ne vogliono sapere di combattere un’altra guerra, quella del Vietnam. Incontra Lucy e scocca la scintilla dell’amore. E con l’amore, esplode la musica. In pillole, è la trama del musical/opera rock Across The Universe, diretto da Julie Taymor. Il film del momento, che fa soffiare il vento psichedelico di 40 anni fa tra battaglie contro il razzismo e movimenti pacifisti. In tre parole: Summer of Love. Scandita dalle canzoni dei Beatles. 33 sul grande schermo, 16 nella colonna sonora. Intonate dagli attori e da 2guest stars”. Roba da allarme rosso, quando il progetto era poco più d’una ipotesi. Col terrore di un “no” secco da parte di quella grimilde di Yoko Ono. E invece: Julie Taymor non solo ha avuto la benedizione di madama Lennon, ma anche l’approvazione di Ringo Starr, Olivia Harrison e Paul McCartney, sorpreso dalla regista a canticchiare sottovoce All My Loving, in presa diretta, alla “premiére” del film. Tutti felici e contenti, insomma. Nell’ennesimo tributo ai Fab 4. Meglio: a Lennon/McCartney. Snocciolato in un rosario di gemme senza tempo che Elliot Goldenthal, marito e collaboratore della Taymor, ha avuto l’ardire di smontare e ricostruire utilizzando cassette analogiche e microfoni d’epoca; facendo suonare una band a Los Angeles e una a New York, con musicisti del calibro di T Bone Burnett, Bernie Worrell, Jim Keltner, T-Bone Wolk.

È una festa, Across The Universe. Per gli occhi e per le orecchie. Titillate da riletture che non temono il confronto con gli originali. Possibile? Certo che sì. Ascoltate, ad esempio, l’andamento swingante di All My Loving interpretata da Jim Sturgess; o un’irriconoscibile I Want To Hold Your Hand che, persa la patina “beat”, si trasforma in una splendida ballata affidata alle cure di T.V. Carpio, sanguigna voce femminile. E ancora, I’ve Just Seen A Face (di nuovo Sturgess), virata in country & western; Let It Be (Carol Woods e Timothy T. Mitchum), nel solenne turgore del gospel; Across The Universe (Sturgess) speziata di sottili rumorismi; Happiness Is A Warm Gun (Joe Anderson e Salma Hayek), deliziosamente atonale e punteggiata da cori quasi “zappiani”; Helter Skelter (Dana Fuchs), ossequiosamente “metal”… Strizzando l’occhio a Hair, Jesus Christ Superstar e Fragole e sangue, questa “soundtrack” genialmente anarchica trova i suoi fiori all’occhiello in Joe Cocker e Bono degli U2. Il primo, avvolto in un arrangiamento alla Tom Waits, interpreta Come Together con lo stesso piglio di quando, nel ’69 a Woodstock, si mise a intonare With A Little Help From My Friends. Il secondo, in un crescendo psichedelico, ghermisce I Am The Walrus per poi nobilitare (col contributo di Edge, seconda voce) Lucy In The Sky With Diamonds.

www.interscope.com

www.acrosstheuniverse.com

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