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The Complete On The Corner Sessions
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Miles Davis - The Complete On The Corner Sessions (Columbia/Legacy Jazz)

di Redazione

On The Corner, l'album più controverso di Miles Davis che viene riproposto in tutte le sue “sessions” in un box di 6 Cd, riporta alla luce il mito e il genio del grande "principe delle tenebre" del jazz. New York, 1970. Con l'aiuto del violoncellista Paul Buckmaster, chiamato appositamente da Londra dopo le creative intuizioni che lo hanno reso arrangiatore fra i più influenti al mondo, Miles Davis è in studio a incidere il disco più affascinante della sua carriera. A partire dalla copertina, che raffigura un dipinto dell'afroamericano Corky Mc Coy che inneggia alla negritudine, alla poetica del ghetto, alla rivolta, alla rivendicazione dei propri diritti, al totale affrancamento dal bianco, ci si trova al cospetto di un'opera che ha solide radici nella tradizione "nera". Ma che si apre al futuro. Jimi Hendrix incontra Sly Stone, James Brown incontra John Coltrane, Miles incontra i Temptations... Tutto lo scibile musicaleblack” viene frullato e ributtato fuori dalla tromba rossa del leader, ovviamente sordinata Harmon. On The Corner ha un'importanza storica devastante: il funk incontra Stockhausen (autore che Davis a quei tempi ascoltava in continuazione) per poi aprirsi al rock e al futuro, proponendo una sorta di “panmusica” che spazza via gli steccati fra genere e genere. Un "vamp" di basso può durare 20 minuti; e da lì si può partire per dare vita a esplorazioni armoniche e melodiche verso nuovi territori inesplorati.

Psichedelìa, musica corrosiva, acida, lisergica. Libertà totale, trame indiane e “ragas” che fuoriescono dal sitar di Kahil Blakhrishna e dalle tablas di Badl Roy. Bordone mistico a un viaggio in musica cui ancora oggi, a distanza di quasi 40 anni, non tutti sono preparati. È musica di cuore, pancia, stomaco, viscere. Musica che urla, che lacera le carni e ferisce. Che strappa, rompe, spacca. Musica del ghetto, di puttane, spacciatori, malavita, "slums". Musica che chiede un riscatto e si apre al perdono, alla redenzione: quando il grido sordinato della tromba diviene un soffio pacato, quasi impercettibile, sinonimo di speranza nel domani. On The Corner, non a caso, è l'album più campionato e sfruttato dagli hip-hoppers neri. Che ancora oggi suona futuribile. Che profuma di domani. Ma richiede un ascolto attento, partecipe, poichè è un lungo viaggio nell'inconscio. E può far male. 6 Cd in rigoroso ordine cronologico, ripercorrono la storia delle "sessions" che hanno dato vita a On The Corner e ai dischi successivi, nei quali Miles Davis schierò addirittura 3 chitarristi elettrici riuscendo a far convivere il dionisiaco Reggie Lucas con il mistico Pete Cosey e il luciferino Dominique Gaumont. Dischi di una forza espressiva devastante. Pugni allo stomaco di critici e pubblico. Dietro l'angolo, in sostanza, c’è il mito Miles nel suo massimo splendore elettrico e psichedelico. Un must.

www.legacyrecordings.com

www.milesdavis.com

Foto: © Urve Kuusik

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