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Control Cd
Control locandina
Ian Curtis
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Artisti Vari - Control (Warner Bros)

di Stefano Bianchi

L’epopea di un eroe romantico. Nichilista. La “via crucis” di Ian Curtis (1956-1980), il leader dei Joy Division che ritrovarono impiccato nella sua abitazione di Macclesfield, è diventata un film diretto dal fotografo Anton Corbijn. Sam Riley, l’attore protagonista, è identico al vocalist che diede un’impronta psicosomaticamente dark al post-punk inglese. Il titolo, Control, si riferisce a una delle più celebri canzoni della band inglese, She’s Lost Control, in cui Ian racconta la storia di un’amica, epilettica come lui, morta in una clinica di Manchester. Sola. Disperata. Come Ian. Che per 4 anni ha dettato la claustrofobica, solenne musica dei Joy Division, nome che nella Seconda Guerra Mondiale indicava quella parte di lager dove gli ufficiali del Terzo Reich sfogavano sesso su prigioniere/prostitute. Curtis nutriva una passione per Iggy Pop e per i Velvet Underground, che in questa colonna sonora interpretano rispettivamente Sister Midnight e What Goes On. E i Joy Division, prima di marchiarsi indelebilmente così, si chiamavano Warsaw rifacendosi al titolo di un brano di David Bowie: Warszawa. Che risuona, sul finire della soundtrack, in tutta la sua sepolcrale enfasi mitteleuropea.

La scaletta di Control (compact disc indispensabile, per ogni appassionato di musica) distilla 4 lacrime dei Joy Division. Solo 4. Ma che sono capolavori eterni: Dead Souls, Love Will Tear Us Apart, Transmission, Atmosphere. E i compagni di Ian, trasformatisi in New Order con la voglia di evolvere in còlto technopop l’elettronica ossuta dei Joy Division, riservano alla colonna sonora gli introspettivi flash di Exit, Hypnosis e Get Out. Tutto il resto è storia: fatta di sintetizzatori, decadentismi, spille da balia, chitarre in fiamme. I Joy Division, consciamente o inconsciamente, hanno respirato schegge del glam rock di David Bowie e dei Roxy Music. Incollati, fra queste 18 tracce, col “kabarett” di Drive In Saturday e di 2HB. E poi, il gruppo, ha pagato idealmente pegno ai teutonici Kraftwerk di Autobahn (oggi, come 33 anni fa, sublime e robotica "suite") rivendicando il primato della purezza intellettuale sui Sex Pistols e sui Buzzcocks, figli dell’anarchia punk che questo disco vuole ricordarci all’acme del furore belluino nelle registrazioni live di Problems e Boredom. I Killers, infine, rivisitano Shadowplay appositamente per il film. Mettendo in conto un’altra gemma di Ian Curtis. L'angelo disperato.

http://momentum.control.substance001.com

http://joydivision.homestead.com

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