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The Knee Plays
David Byrne a New York
The Catherine Wheel
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David Byrne - The Knee Plays (Nonesuch)

di Stefano Bianchi

In vacanza (dapprima temporanea, poi definitiva) dai Talking Heads, David Byrne ha indossato una carriera solista genialmente schizofrenica, transitando dall’etno/ambient/funk con Brian Eno (My Life In The Bush Of Ghosts) al tropicalismo (Rei Momo); dai suoni esotico-metropolitani (Uh-Oh) a un caleidoscopico mix di gospel, funky & Philly Sound (Look Into The Eyeball). A molti ascoltatori, però, continua a sfuggire il Byrne più avanguardistico e cerebrale: quello, per interderci, che nel 1981 sonorizza un balletto della coreografa Twyla Tharp ispirato alla figura di Santa Caterina da Siena (The Catherine Wheel); ma soprattutto il compositore che nell’85 pubblica The Knee Plays, finalmente disponibile in Cd dopo anni di purgatorio in vinile e audiocassetta. Invitato dal regista e drammaturgo americano Robert Wilson a comporre 12movimenti” da inserire in The CIVIL warS: A Tree Is Best Measured When It’s Down, ambiziosa opera commissionata dall’Olympic Arts Festival per le Olimpiadi di Los Angeles dell’84, concepisce una serie di “interludi” di raccordo (i “knee plays” che precedono i singoli atti, riproponendo in buona sostanza la settecentesca tradizione degli “intermezzi”) orientandosi in tutt’altra direzione rispetto a Wilson.

Eludendo cioè lo schema scenico ispirato al teatro giapponese Kabuki, il musicista di origini scozzesi punta su 12 “immagini musicali” traendo perlopiù spunto dal pentagramma di New Orleans (in particolare quello elaborato dalla Dirty Dozen Brass Band) e dal gospel. Il risultato è questo scrupoloso e surreale studio musicologico (qua e là sottolineato dalla voce narrante di Byrne) incentrato sugli ottoni chiamati a plasmare melodie (Tree), un bizzarro calypso (Theadora Is Dozing), un altrettanto bislacco bolero (Jungle Book), arie balcaniche (Admiral Perry), un obliquo swing (I Bid You Goodnight), languide atmosfere da night club soffiate da un sassofono (I’ve Tried) e scansioni ritmiche alla Talking Heads (The Sound Of Business; In The Future). The Knee Plays, che 22 anni dopo mostra ancora un invidiabile smalto etno-sperimentale, in questa nuova versione aggiunge 8 inediti strumentali (più orientati all’estetica “wilsoniana”) che da Whisper a Super Natural svelano un’elettronica votata all’ambient music, suggestioni mantriche e techno-minuetti.

www.kneeplays.com

www.davidbyrne.com

Foto: Chris Buck



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