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Glitter In The Gutter
Jesse Malin & Bruce Springsteen
Jesse Malin
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Jesse Malin - Glitter In The Gutter (One Little Indian/Goodfellas)

di Stefano Boschetto

…a hustle here a hustle there, New York City is the place where…”. Se a distanza di anni il vero King of New York rimane Lou Reed, Jesse Malin è il principe pronto ad ereditarne almeno in parte lo scettro. Originario come i Ramones del Queens, sobborgo newyorkese che alterna grigi e sovraffollati palazzi a schiere di piccole abitazioni della “lower-middle class”, Malin muove i primi passi con il glam-punk dei D Generation e la New York Doll Johnny Thunders nel cuore, per poi approdare a una carriera solista con il ruvido rock urbano e stradaiolo di The Fine Art Of Self Destruction (2002) e The Heat (2004). Glitter In The Gutter (lustrini nei bassifondi) ci presenta un artista ispirato come non mai, che galvanizzato da ospiti illustri quali Josh Homme (Queens Of The Stone Age) Bruce Springsteen, Jacob Dylan e Ryan Adams, sforna suoni compatti ed essenziali ispirati ai Replacements di Paul Westemberg e a cantautori urbani del calibro di Willie Nile ed Elliott Murphy. Don’t Let Them Take You Down è un classico “mid-tempo” che ci conduce a Soho in una giornata di sole, mentre In The Modern World, con le sue chitarre ruggenti e un “break” che fa alzare le braccia al cielo, ci ricorda che il rock immediato 1-2-3-4 del CBGB’s è ancora vivo e vegeto.

Tomorrow Tonight, invece, narra di una notte trascorsa in compagnia della persona amata senza pensare al domani, mentre Broken Radio fila dritta al cuore con una nostalgica "rock’n’roll story" di amori perduti raccontata con l’aiuto della ruvida voce di Springsteen emersa direttamente dall’oscurità ai margini della città. Prisoners Of Paradise incalza con le sue chitarre urlanti e il controcanto di Jacob Dylan; dietro l’angolo ci attende una Black Haired Girl che ci conduce per mano attraverso le strette stradine del Village con un andamento non lontano dal rock cresciuto nei clubs del vicino Jersey Shore; Lucinda è una "ballad" illuminata dal sole della California; un’incredibile versione piano-voce-chitarra acustica di Bastards Of Young trasforma l’inno generazionale dei Replacements in una ballata senza tempo. La notte di Jesse Malin, lontana mille miglia dalle cavalcate elettriche rivestite di “velluto sotterraneo”, si riempie semmai del romanticismo caro a Roy Orbison che contraddistingue New York Nights, ideale colonna sonora per un cocktail esotico a “midtown” e una cena a lume di candela a Tribeca. I taxi viaggiano sicuri nella frenesia di Manhattan. Jesse Malin, con Glitter In The Gutter, vuole fermare quello giusto per raggiungere i piani alti della Big Apple.

www.jessemalin.com
www.goodfellas.it

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