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Circus Live
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John Cale - Circus Live (Emi)

di Stefano Bianchi

Le testimonianze dal palco sono un punto esclamativo nella quarantennale carriera di John Cale, impareggiabile compositore, cantante, suonatore di viola, pianista e chitarrista. Ricordiamo senza indugi Sabotage! Live del 1979, disco d’energica e “punkettara” forza espressiva; nè possiamo dimenticare Fragments Of A Rainy Season del ’92, giostrato in “unplugged” seguendo un istinto romantico e crepuscolare. Circus Live, doppio album registrato dal vivo nelle tournée del 2004 e 2006, offre invece su un piatto d’argento all’ex Velvet Underground la “chance” di mettere a nudo le sue 3 anime: sperimentale, rock, pop. In scaletta c’è ad esempio una coppia di pezzi, Drone – into Amsterdam Suite e Outro Drone, che si prendono la briga di “narrare” con piglio elettronico di quando il gallese adottato da New York entrò in collisione col minimalista La Monte Young e insieme organizzarono il Dream Syndicate, “ensemble” di musica nobilmente ostica.

La nascita dei Velvet Underground (con Lou Reed, Maureen Tucker, Sterling Morrison e la “chanteuse” Nico) sarebbe avvenuta più in là, nel ’67, benedetta e sponsorizzata da Andy Warhol sottoforma di Banana Album. Però, al “velluto sotterraneo” Cale concede snobisticamente solo un paio di tracce, diluendole in atmosfere venefiche e ammalianti: Venus In Furs e Femme Fatale/Rosegarden Funeral Of Sores. L’art-rocker, che nel corso degli anni s’è cucito addosso suoni caustici e slabbrati, è invece incastonato nel passo nevrotico di Dirty Ass Rock’n’Roll, Pablo Picasso, Helen Of Troy e Gun. Pezzi, guarda caso, frutto dell’epocale trilogia Fear - Slow Dazzle - Helen Of Troy (metà Anni ’70) come la rivisitazione dell’Heartbreak Hotel di Elvis Presley. L’istrione del pop intellettuale, infine, sa ancora spremere ineffabile malinconia da ballate come Hanky Panky Nohow, Cable Hogue e Set Me Free. E schiacciare il pedale dell’anticonformismo che sprizza technopop e funk da Hush, Outta The Bag, Look Horizon e Magritte, conseguenze dirette degli ultimi dischi in studio del 2003 e 2005: HoboSapiens e blackAcetate. Applausi, giù il sipario, massimo rispetto per questo sessantacinquenne che non ha ancora perso il coraggio di osare.

www.john-cale.com
www.eminusic.it

Foto: John Cale/Colin Lane

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