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Belinda Carlisle
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Belinda Carlisle - Voilą (Rykodisc)

di Stefano Bianchi

Anni luce prima delle Spice Girls, quando il punk angloamericano si convertì in new wave, parecchie donne si ritagliarono con furore post femminista il loro spazio fra quelle sonorità. Non “riot grrrls”, ma quasi. Un piccolo esercito di dure e pure si mise a marciare alla conquista dei critici e della hit parade. Se i primi vacillarono sotto i colpi post-punk delle Slits, la seconda fu terreno di conquista per 2 bands californiane: Bangles e Go-Go’s. Garage rock con armonie vocali stile Mamas & Papas per il gruppo di Susanna Hoffs, vitalismo pop per la formazione capitanata da Belinda Carlisle. Un bel duello. Poi, ad Anni ’80 più che avviati, le 2 allegre brigate non ritrovarono più lo smalto degli esordi. E scattò inevitabilmente la molla solista, in un precipitoso recupero d’autostima. Fra Bangles e Go-Go’s in fuga, Belinda Carlisle si è rivelata la vocalist che meglio è riuscita a superare (quasi) a pieni voti gli esami solisti. Vuoi per “sex appeal”, vuoi per la sua voce niente male, la losangelena si è data all’FM rock appuntandosi al petto medaglie al valore con 2 dischi in particolare: Belinda (’86) e Heaven On Earth (’88). Dopodichè più bassi che alti e da almeno 10 anni in qua nisba, come si suol dire.

Per cui, a maggior ragione, sorprende l’imprevista “rentrée”: perché si intitola Voilà e perché non ha più nulla a che spartire con Go-Go’s e modulazioni di frequenza pseudo rockettare. L’inedita “grandeur” della 49enne Belinda balza all’occhio a partire dal lussuoso “parterre” di collaboratori: Brian Eno alle tastiere, il chitarrista degli Hothouse Flowers Fiachna O’Braonain, la fisarmonicista irlandese Sharon Shannon, il pianista dei Grand Drive Julian Wilson e Natacha Atlas dei Transglobal Underground ai cori. Tutti impegnati in questo ambizioso progetto che, spiega la Carlisle, «non è strettamente pop, dal momento che ci siamo sentiti liberi di sperimentare. Abbiamo giocato con ogni canzone, testando strumentazioni e stili d’arrangiamento». Voilà, cantato da cima a fondo in francese, omaggia la “chansonAnni ’40, ’50 e ’60 transitando da Serge Gainsbourg a Leo Ferrè, da Françoise Hardy a Jacques Brel, fino a Edith Piaf. Ne conseguono rivisitazioni sorprendenti: Bonnie et Clyde, interpretata alla Marianne Faithfull e cesellata da chitarre acustiche; Pourtant tu m’aimes, giocata in chiave rock-blues; Sous le ciel de Paris, pilotata dall’accordeon a tempo di valzer; le emotive Avec le temps e Ne me quitte pas in sintonia con gli originali struggimenti; La vie en rose in chiave etno-disco; Contact, votata a un’effervescente lounge music; Jezebel, scandita a passo di flamenco. Chapeau, madame Carlisle.

www.belinda-carlisle.com
www.gogos.com
www.rykodisc.com

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