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Miles Davis Cool & Collected
Miles Davis
Opera fluo Black Genius
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Miles Davis - Cool & Collected (Columbia/Legacy Jazz)

di Stefano Bianchi

Miles Davis dedicato. A chi di solito non mastica jazz. Cool & Collected, antologia di 13 classici incisi dal 1956 al 1985, vede all’opera il Miles Gloriosus dalla tromba carezzevole e dal suono in relax. Quando si vuole intendere che una cosa va bene, che è collocata nel giusto contesto, in inglese si dice che “It’s cool”. Melodicamente “ad hoc” come il Cool Jazz: svelato negli Anni ’50 californiani, quasi in coincidenza con la nascita del Rock & Roll. Concretizzato per sostituire il Be-Bop dell’assolo schizofrenico e dei frenetici tempi staccati di Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Suonato dal pianista Lennie Tristano, dal sassofonista Lee Konitz che sosteneva di elaborare “cool” senza arrivare ai brividi (il vocabolo, letteralmente, vuol dire “freddo”, ma nell’accezione jazz indica equilibrio, calma, distacco) e da altri 3 virtuosi del sax: Gerry Mulligan, Stan Getz e Zoot Simms. Adottato dal trombettista “maudit” Chet Baker e dallo scintillante pianista Dave Brubeck. Sublimato e tramandato ai posteri da Miles Davis (1926-1991), fra i primi ad avvertire l’esigenza di riproporre jazz al grande pubblico: lui, che dopo essersi formato nell’era Be-Bop, scuola Parker, nel ’50 incise Birth Of The Cool.

E sono parecchie le incisioni della fine di quel decennio a definire il divino Miles figura paradigmatica dell’evoluzione Cool. Brani di velluto che questa compilation ripropone agli appassionati e sussurra ai neofiti: So What (’59), che apre simbolicamente il Cd e fu punto di forza di Kind Of Blue, disco-icona del Cool Jazz; ‘Round Midnight (’56), rivisitazione del capolavoro di Thelonius Monk; Générique (’57), delizia della colonna sonora parigina del film Ascensore per il patibolo di Louis Malle; le gemme datate ’58: Milestones, Stella By Starlight, Fran-Dance e Summertime di George Gershwin (tratta da Porgy And Bess, arrangiata da Gil Evans). Gli Anni ’60 “davisiani” vengono invece sintetizzati da 2 fondamentali incisioni, Seven Steps To Heaven (’63) e E.S.P. (’65), mentre il “restyling” del Cool (dopo gli Anni ’70 devoti alle sperimentazioni jazz-elettriche) viene focalizzato in 2 covers dell’85: Time After Time di Cyndi Lauper e Human Nature di Michael Jackson. Infine, l’inedito che rende imperdibile Cool & Collected: il remix di un pezzo inciso nel ’69, It’s About That Time, con nuovi interventi musicali di Carlos Santana (chitarra), Vince Wilburn Jr. (batteria, nipote di Miles e già membro della sua band), Charley Drayton (basso), Geri Allen (Fender Rhodes), Pat Thrall (chitarra), Azize Faye e Ndongo Mbaye (batteria) mixati alle note della versione originale tratta dalle “sessions” dell’album In A Silent Way.

www.miles-davis.com
www.legacyrecordings.com

Foto: Andy, Black Genius, acrilico fluo su tela

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