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The Clash - The Singles (Legacy/Sony Bmg)

di Stefano Boschetto

«Il punk è morto il giorno in cui i Clash hanno firmato il contratto con la CBS». Sono trascorsi circa 30 anni dalla sibillina affermazione di Mark Perry, ideatore dell’anarchica e ribelle fanzine Sniffin’ Glue. E oggi, destino vuole che la stessa etichetta discografica che lanciò i Clash riproponga tutti i loro singoli usciti in Gran Bretagna: 19, con b-sides, promo e remix inclusi, copertine originali curate nei minimi dettagli, Cd neri stile 45 giri e un “booklet” fotografico corredato da annotazioni di illustri fans quali Bono e Pete Townshend. Un box che ha il pregio di farci indietreggiare nel tempo, a Londra, a caccia di vecchi vinili e singoli fra le bancarelle e i minuscoli negozi di Camden Town e Portobello Road, da dove tutta la storia si è alimentata in un susseguirsi anfetaminico di canzoni e aneddoti. La furia di 1977 e di White Riot, scritte di getto dal duo Strummer-Jones a casa della nonna di quest’ultimo, prepara il terreno alle bordate di London’s Burning e di Complete Control, per poi cedere al ritmo in levare del reggae da combattimento di White Man In Hammersmith Palais. Il sound giamaicano, unito al rock semplice e diretto delle “garage bands”, è la chiave del suono dei Clash, sintesi perfetta del loro background culturale e musicale (il bassista Paul Simonon, nato a Brixton e avido collezionista di misconosciuto reggae; gli infuocati dj-sets di Don Letts prima dei loro concerti ne sono la prova) dove giovani rasta e punks erano uniti da un comune senso di rivolta all’emarginazione sfociato negli scontri razziali di Notting Hill nell’agosto del ’76. Una Notting Hill ben diversa dalla Cool Britannia Wave Anni ’90, con seguito di managers rampanti e librai innamorati.

Fra un arresto per aver sparato a ignari piccioni e un furto di contenitori per pillole, i Clash sfornano singoli del calibro di Tommy Gun, dove si fa sentire il “drumming” preciso e marziale di Topper Headon. E con London Calling entrano nel mercato americano, mantenendo però ben saldo il suono del passato col reggae di Armagideon Time. The Magnificent Seven e This Is Radio Clash, presenti in varie versioni remixate, sono invece frutto di viaggi oltreoceano e dell’avvento dell’hip-hop newyorkese. La notorietà mondiale è alle porte, e se Know Your Rights (coi riffs chitarristici “morriconiani” di Mick Jones) ruota intorno ai testi politico-naïf di Joe Strummer, Rock The Casbah mette tutti d’accordo generando il successo planetario della band bissato anni dopo da Should I Stay Or Should I Go. Ma il successo li spezzerà per sempre, mantenendo la coppia Strummer-Simonon (Mick Jones è stato licenziato per insanabili incompatibilità e un atteggiamento troppo divistico; Topper Headon allontanato per problemi di eroina) alla guida dell’ultima avventura che sfocia nel singolo This Is England. Il giro live che seguirà, il curioso “busking tour”, vedrà l’ultima formazione impegnata in mini concerti acustici nei pubs e nelle stazioni ferroviarie del Regno Unito. Premiati nel 2003 con l’ingresso nella Hall Of Fame, i Clash hanno rappresentato l’essenza del “combat rock”, alimentandone il mito anche e soprattutto grazie al modo molto cinematografico di porsi: genuini e romantici, generosi e sconclusionati come i personaggi usciti dai films di Guy Ritchie. Ma sempre attenti a proporre temi e suoni che dai grigi conglomerati londinesi di Westway hanno raggiunto il mondo intero.


Simonon & Jones: musiche a confronto

Scomparso Joe Strummer nel dicembre 2002 dopo un’intensa attività solistica coi Mescaleros e varie avventure cinematografiche, Paul Simonon si è dedicato dopo la parentesi Havana 3AM alla pittura, riaffacciandosi di recente sulla scena musicale con la nuova band The Good, The Bad And The Queen: Damon Albarn (leader dei Blur) nella “line-up”, il singolo Herculean disponibile e un album di prossima uscita. Mick Jones, produttore dei Libertines e dei Babyshambles di Pete Doherty, è invece impegnato dal 2003 coi Carbon Silicon fondati con Tony James, ex chitarrista dei Generation X. Hanno all’attivo 4 mini Lp e 2 album, disponibili in mp3 sul loro sito come “free-download”.

www.theclashonline.com
www.radioclash.it
www.geocities.com/thewhiteriot/PaulsArt.html
www.thegoodthebadandthequeen.com
www.carbonsiliconinc.com

Foto: Joe Strummer & Mick Jones by Annie Leibovitz, Rolling Stone 315, 17 aprile 1980











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