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Miho Hatori - Ecdysis (Rykodisc)

di Stefano Bianchi

Me la ricordo, Miho Hatori, quando sbatteva gli occhi a mandorla con Yuka Honda. Una decina d’anni fa: in alto il technopop con innesti lounge delle Cibo Matto. Bel business, bella musica: scattante, còlta, un filo sperimentale. Tre dischi (il primo, Viva! La Woman, rimane il più geniale) e nel 2001 la nippo-coppia scoppia. Yuka sparisce, mentre Miho produce un filotto di collaborazioni coi notabili dei “samples”, dal jazz all’hip-hop: Arto Lindsay, Gorillaz, Medeski Martin & Wood, Beastie Boys. Piano piano, alla chetichella, prende una cotta per il sound brasiliano di Baden Powell (un po’ come Ryuichi Sakamoto, folgorato sulla via di Antonio Carlos Jobim) tanto da rivisitarne il repertorio in 2 EP, Smokey & Miho e Tempo de Amor: Songs By Baden Powell, col multistrumentista e compositore Smokey Hormel.

Dopodichè, la signorina Hatori dall’armoniosa voce si accorge che quel “brazilian affair” potrebbe rivelarsi il miglior trampolino di lancio per una rosea carriera solista. Previsione più che azzeccata. Ecdysis, ottimo debutto che fonde elettronica, world music e jazz senza quei birignao tipici delle Cibo Matto, vede nei brani Today Is Like That e Amazona la bossanova protagonista, che in Barracuda passa il testimone al reggae e in Walking City si stempera nel jazz. La via “tropicalista”, proseguendo nell’ascolto, sbiadisce con naturalezza dando modo alla giapponese di mutare pelle (ecdysis: capita agli insetti e ai serpenti); di sfoggiare un invidiabile eclettismo che la conduce a similitudini/convergenze con Björk (la canzone che dà il titolo al Cd), a elaborare una filastrocca fra Bali e l’Africa (A Song For Kids), a sgusciare nel bolero minimale (In Your Arms), nella neo psichedelìa (The Spirit Of Juliet) e in una Sweet Samsara divisa in 2 parti: felpata e dance-beat. Un “melting pot” di suoni. La perfezione del Sol Levante. Miho Hatori ha fatto bingo. E brinda a sake con i 4 virtuosi che hanno contribuito a rendere memorabile il suo esordio: il cornettista Jon Birdsong, il percussionista Mauro Refosco, il bassista Sebastian Steinberg e il tastierista Mark Degli Antoni dei Soul Coughing.

www.mihohatori.com
www.rykodisc.com

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