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Stuart Staples
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Stuart A. Staples – Leaving Songs (Beggars Banquet/Spin-Go!)

di Stefano Bianchi

C’è voce e voce. Quella del britannico Stuart A. Staples, fra le migliori in circolazione, è profonda. Accorata. Crepuscolare. Un Bryan Ferry meno narciso e più dark; Leonard Cohen, Nick Cave e Scott Walker che si giocano a dadi la leadership di un melanconico intimismo. Staples, da 13 anni, è l’imprescindibile capobanda dei Tindersticks, voluttuosi del popnoir” che ora non sanno decidersi se sciogliersi o meno. Dovessero dare l’addio alle scene, dopo capolavori come Curtains (’97) e Simple Pleasure (’99), ci sarebbe di che rammaricarsi. Ma tant’è. Il cantante di Nottingham, abile “crooner” esistenzialista, lo scorso anno ha esordito in solitudine con Lucky Dog Recordings ’03-’04: un dignitoso album, scarno e naïf, che però ha fatto sin troppo rimpiangere il romanticismo cameristico dei Tindersticks.

Staples, allora, è volato a Nashville e con 2 compagni della band (il chitarrista Neil Fraser e il tastierista David Boulter), nonché un pugno di strumentisti scelti ad hoc, ha inciso queste 10 Leaving Songs: canzoni focalizzate sul senso della perdita e sul rimpianto di non poter più recuperare qualcosa o qualcuno che fatalmente ci si è lasciati alle spalle. Ritrovando il miglior senso del “crooning” e la padronanza nel saper gestire preziosi arrangiamenti. A cominciare da Goodbye To Old Friends, ballata “alla Cohen” che si fa via via più corposa tra fraseggi d’organo e fiati in contrappunto; e da Already Gone, fremente e inquieta, punteggiata da arpeggi di chitarra, archi e il tocco finale di un sax. Stuart A. Staples, inoltre, approfondisce quelle pieghe del “songwriting” che lo hanno reso artista di culto: la manipolazione atipica del soul bianco (There Is A Path), l’identificarsi “a pelle” col respiro orchestrale (Which Way The Wind), la capacità d’inventare disossate melodie “bluesy” (Dance With An Old Man) e un pop contagiosamente orecchiabile (That Leaving Feeling, interpretata con la vocalist Lhasa de Sela). E infine, seguendo l’inevitabile “mood” nashvilliano, sia benedetto il country di This Road Is Long (con Maria McKee, ex Lone Justice), One More Time e This Old Town. Da cantare sottovoce, com’è sua abitudine.

www.tindersticks.co.uk
www.beggars.com

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