Music

Andy Mackay – 3Psalms (Good Deeds); Bryan Ferry and his Orchestra – Bitter Sweet (BMG)

Tutta colpa del vinile. Mettiamola così: dopo troppi anni di dipendenza dai Cd, ho fatto restaurare il mio giradischi Lenco L75/S che sapevo riposare nell’oblìo di un armadio a muro ma fingevo d’aver dimenticato. Apriti suono! Ricominciando tarantolato dal glam rock della mia adolescenza, ho rispolverato i gloriosi Lp riapprezzando la bellezza di certe copertine. Ma poi vuoi mettere l’emozione di riappropriarti di quella disinvolta manualità che ti fa estrarre il disco dalla busta, posizionarlo sul piatto, farlo ruotare a 33 o a 45 giri e attendere che il braccio si abbassi dando modo alla puntina di estrarre musica da ogni solco? Dopo aver ascoltato con massima soddisfazione i dischi di David Bowie, sono passato ai Roxy Music e agli ellepì solisti di Bryan Ferry, Eno, Phil Manzanera e Andy Mackay. Nel frattempo ho saputo dell’uscita di 3Psalms (Mackay) e Bitter-Sweet (Ferry), me li sono procurati ed è tutto merito del vinile se li sto apprezzando con un orecchio diverso.

Non è che il sassofonista/oboista dei Roxy Music sia stato granchè prolifico nei panni solisti: battesimo glam col botto spaziando da Franz Schubert al rock’n’roll dei Fifties (In Search Of Eddie Riff, 1974); tutt’altra musica ragionando su un viaggio in Cina (Resolving Contradictions, ’78); un’eternità ed è stato il turno della misconosciuta ambient di SAMAS Music For The Senses (2004); 5 anni dopo, è toccato all’effervescente London! Paris! New York! Rome! siglato Andy Mackay and the Metaphors. Fine 2018 ed ecco 3Psalms, ricordando che in Stranded dei Roxy Music c’era già stato uno Psalm composto da Bryan Ferry, con Mackay a giganteggiare all’oboe. «Ho lavorato su 3Psalms per 25 anni, anche se è stato in gran parte completato come demotape attorno al 2000: prima che mi distraessi in tour coi Roxy», ha dichiarato il musicista. Strutturato in 3 movimenti (Deep – Psalm 130, Refuge – Psalm 90, Praise – Psalm 150) + Interlude, oscilla fra interferenze elettronico/ambientali; corposi passaggi sinfonici contrappuntati dal canto di Harry Day-Lewis e dall’Owl Parliament Choir; e la prima parte di Praise elettrificata dall’inconfondibile stile chitarristico di Phil Manzanera. Musica sacra? Non proprio: «Questo non è un disco pensato e realizzato per un pubblico religioso, nonostante abbia in sé un elemento di sacralità. Direi piuttosto che tutti noi, a volte, abbiamo un flash momentaneo che ci spinge a interrogarci sull’esistenza. Quindi, questo nuovo repertorio esplora chi siamo, da dove veniamo, perché ci troviamo qui».

Bryan Ferry si sta invece confinando più che mai nel passato. Più di quando nei Roxy Music si è messo a intonare la decadente A Song For Europe; più di quando, solista, ha sussurrato These Foolish Things come un vero crooner; più di quando ha ricalcato l’impronta di Avalon in tante, troppe occasioni per poi dedicarsi con As Time Goes By (1999) allo stile Tin Pal Alley degli Anni ’30 e travestirsi da direttore d’orchestra con The Jazz Age (2012). In Bitter-Sweet, ennesimo disco di covers, il mellifluo dandy riprende filologicamente le atmosfere jazz, ragtime e blues di Babylon Berlin (la serie tv ambientata nel 1929 della Weimarer Republik, dove fra l’altro s’è ben giocato un cameo da cantante di kabarett) adattando il proprio repertorio e quello roxyano al decadentismo estetizzante di certi locali berlinesi, come il Moka Efti, dediti alla prostituzione e alla teoria del complotto politico. Nella tracklist, 5 pezzi sono strumentali (l’album è intestato a Bryan Ferry and his Orchestra) e 8 sublimati dall’ugola vellutata di sempre. Sugli scudi una strepitosa Bitter-Sweet che pare uscita dal repertorio di Bertolt Brecht e Kurt Weill; una Boys And Girls ad alto quoziente di sensualità; Alphaville, pizzicata all’apice di un ritmo da Three Penny Opera; Chance Meeting, crepuscolare e tentatrice. E se riuscite a trovarla, non fatevi sfuggire la doppia soundtrack Babylon Berlin (BMG), divisa in Score e in Songs. Bryan Ferry incluso.

Foto: Andy Mackay, © WENN
Bryan Ferry

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