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Parigi fa le pentole (e anche i coperchi)

Vi confesso che vado matta per i tradizionali negozi di casalinghi, invece di quei sciccosi concept store tutti home & design. Detto ciò, nel quartiere Les Halles di Parigi, vicino alla ex Bourse de Commerce che ospiterà entro il 2020 la collezione d’arte del magnate del lusso François Pinault, si trova da 200 anni E. Dehillerin, regno incontrastato degli utensili per la cucina. A fondarlo è Eugène de Hillerin, discendente di una nobile famiglia della Vandea (regione dei Paesi della Loira), che acquista un negozio di ferramenta e articoli per la casa all’1 di rue Montmartre; e un’officina per caldaie al 7 di rue du Bouloi. I cospicui mezzi finanziari gli consentono poi di acquisire piccole imprese complementari alla sua attività, incluso un laboratorio di stagnatura, nonché di trasferirsi nel 1820 in rue Coquillière (meta di ristoratori, pasticceri e macellai che vanno a rifornirsi nell’adiacente mercato di Les Halles) dove c’è più che mai questo negozio sovrabbondante di utensili d’alta qualità, antichi e moderni, collocati in ordine certosino sugli spartani scaffali d’epoca in legno. È qui che fanno bella mostra, in ogni dimensione e forma, teglie di rame e di latta, tegami d’ogni lega metallica, posate e coltelli d’ogni tipo, porcellane bianche di tutte le misure, una lista inimmaginabile di servizi da tavola e qualsivoglia utensile per sentirsi regine assolute dei fornelli.

Agli inizi del ‘900, E. Dehillerin non è solo una semplice bottega parigina ma supera i confini francesi grazie alla sua notorietà: tant’è che nel 1912 la White Star Line, proprietaria del transatlantico britannico Titanic, effettua un nutrito ordine di stoviglie, posate e pentole come quella rinvenuta a metà degli anni 90 sul relitto della nave ed esposta nel 2015 al museo marittimo La Cité de la Mer di Cherbourg in occasione della mostra temporanea di oggetti titanici. E che dire dell’altro leggendario transatlantico, il Normandie, che negli anni 30 usufruisce dei rinomati refrigeratori per dispensa di E. Dehillerin? Dopo la guerra, la reputazione della premiata ditta attraversa l’Atlantico suscitando l’ammirazione della clientela americana. Reputazione dovuta in parte agli ufficiali americani del Quartier Generale Supremo delle Forze NATO in Europa, che acquistano tutto il necessario per cucinare bistecche e frittate. Più che soddisfatti, torneranno regolarmente nel negozio raccomandandolo anche agli amici.

E Julia Child, cuoca e conduttrice televisiva americana? Non solo ha introdotto la cuisine française oltreoceano con libri e show apprezzati da migliaia di spettatori, ma da grande appassionata di casa Dehillerin include (per la gioia dei turisti) lo store a Les Halles fra i monumenti più emblematici della capitale francese. D’altronde, come la caverna di Alì Babà, E. Dehillerin ha saputo mantenere il fascino di un tempo fra stampi stagnati, hâtelets (gli spiedi utilizzati per fissare grossi pezzi di carne da arrostire) e spiedini sormontati da una figurina per contraddistinguere e decorare le portate. I suoi celebri utensili, oltretutto, compaiono nel film La grande abbuffata diretto da Marco Ferreri nel 1973 e nella serie televisiva francese Chefs (2015-2016).

Insomma, E. Dehillerin si è perfettamente adattato all’evoluzione della gastronomia e delle tecniche culinarie: il suo catalogo, infatti, comprende tutti gli arnesi essenziali per la cucina moderna. La quarta generazione della famiglia, in particolare Éric ed Édouard, figlio di Jean e pronipote del fondatore Eugène, porta avanti con fierezza la tradizione di un negozio che annovera illustri clienti: da L’Élysée, dimora presidenziale; al Restaurant Lapérouse, ubicato nell’hôtel particulier appartenuto a Luigi XIV. E. Dehillerin, “le spécialiste du matériel de cuisine depuis 1820“, è un autentico paradiso: consigliato alle casalinghe tutt’altro che disperate.

E. Dehillerin
18-20 rue Coquillière, Parigi
tel. 0033-1-42365313

Foto: © Eleonora Tarantino 2019

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