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A Parigi, un Bijou di pizza

di Eleonora Tarantino

Fatevi pure ingannare dal nome: Bijou. Perché ogni singola pizza, qui, è un autentico gioiello d’alta cucina. Il merito è tutto dello chef pizzaiolo Gennaro Nasti, classe 1975, napoletano, che da 2 anni conquista il palato dei parigini (ma non solo) con il suo ristorante ai piedi di Montmartre, alimentando la sublime realtà “gourmand” chiamata Bijou (Gambero Rosso Top Italian Restaurant 2017/18): per sottolineare e non farci mancare questo francesismo tipicamente napoletano anziché la scontatissima Pizzeria. Accomodatevi a tavola (una trentina di posti: vi consiglio di prenotare, per non rischiare di rimanere letteralmente a bocca asciutta) in un ambiente moderno ed elegante dove tutto si vede e nulla è occultato. Arredi, luci, stoviglie: ogni elemento è ben equilibrato per dare inizio, in quegli spicchi di pizza non comuni, a un viaggio cromatico attraverso inediti sapori. Potrete finalmente degustare una pizza superlativa e non ridicolizzata; e Daniela, come un’esperta “sommelier”, non mancherà di illustrarvi nel dettaglio tempi di lavorazione e materie prime: a partire dalla lievitazione delle varie farine, fino ai singoli ingredienti della verace Margherita o dell’appetitosissima Marinara con pomodoro San Marzano, aglio abruzzese (dal sapore meno forte), origano di montagna (profumatissimo e pregiato) e olio extravergine Muraglia (frantoio pugliese).
 
Ci sono poi le pizze contemporanee che Gennaro cambia tutti i mesi, essendo alla costante ricerca di quel determinato ingrediente che (grazie alla rete di piccoli produttori italiani) si possa sposare alla perfezione con l’impasto ben cotto. Le mie papille gustative sono state stimolate da 2 scelte Top: la Perlina con crema di melanzane siciliane, stracciatella di burrata d’Andria e pomodorino giallo del Piennolo del Vesuvio D.O.P. (fra i prodotti più antichi dell’agricoltura campana), con scorza di limone grattugiata e scaglie di mandorle; l’apparentemente semplice Antica, col suo “melange” di sapori unico nel suo genere a base di ragù (ricetta tradizionale della nonna) ottenuto da una cottura lenta di almeno 4 ore fino a ridurre ai minimi termini il liquido del pomodoro, mozzarella di bufala, foglie di basilico e un filo d’olio extravergine.  La mia prossima scelta? Cadrà di certo sulla sciccosissima Tartufata con impasto di farina di semola di grano duro, 12 ore di lievitazione col 70% di champagne Laurent Perrier, farcita con stracciatella, scaglie di tartufo nero e condita con un’emulsione di olio extravergine e limone. Al termine del pasto, avrete come me la consapevolezza che Gennaro Nasti è un vero alchimista che attinge col suo buonsenso alle conoscenze tecniche e alla sperimentazione, per fare in modo che il meraviglioso prodotto pizza trovi sempre nuove possibilità per diffondersi ed esaltarsi in un’esperienza gustativa che sia pari agli altri piatti della cucina stellata.
 
www.bijou-paris.fr

www.france-voyage.com/it

Foto: © Eleonora Tarantino 2018
 

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