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In Vino Veritas: Gobbio 2015 Noventa Botticino Doc

di Mirko Bosio (Enoteca CiaoGnari, Parigi)

Cos’hanno in comune l’Altare della Patria di Roma, la White House di Washington e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Brescia? Il marmo di Botticino. È infatti da un paesino della Valverde, a metà strada fra Brescia e il Lago di Garda, che arriva uno dei marmi più pregiati e conosciuti al mondo. Ma da queste parti non ci occupiamo granchè di marmo, quanto piuttosto di vita e di vite! Al limite, cerchiamo di capire quali caratteristiche peculiari un terreno così specifico possa donare alle uve e al Botticino, fra le prime e più gloriose Doc italiane in Gazzetta Ufficiale fin dal 1968. Il nome, d’altronde, ci suggerisce che quel “bottus” (botte) rivela l'antica vocazione vitivinicola del paese il cui stemma è una botticella, un bariletto di vino! Marna, carbonato di calcio e sabbia sono gli elementi che concorrono a rendere uniche le uve di Barbera, Sangiovese, Marzemino e Schiava Gentile, vitigni fondamentali per rientrare nel disciplinare di produzione del Botticino Doc.

Concorrono, dicevamo. Non solo il terreno è infatti così ricco, ma anche e soprattutto il microclima unico (le colline godono di una brezza serale leggera e costante che garantisce la salute dei filari) che impedisce ristagni d’umidità consentendo di ridurre al minimo la lotta antiparassitaria. Tutto ciò fa la forza da oltre 40 anni di un'azienda come quella della Famiglia Noventa. Ecco gli ingredienti che rendono unici i suoi vini: nessun trattamento o diserbo chimico, pochissima solforosa aggiunta (al di sotto dei limiti consentiti per ottenere l'appellazione Bio). È sull'omonimo colle che troviamo il vigneto antico (in gran parte composto da viti centenarie allevate col tradizionale sistema della pergola bresciana) da cui si ricavano le uve che danno vita al Gobbio, fiore all'occhiello della produzione. L’annata 2015 si compone di uve Barbera per un buon 40%, poco meno di Sangiovese, il 30% e in percentuali minori Marzemino e Schiava Gentile. Previa diraspazione, le uve sono poste a fermentare per 20 giorni circa in botte, mentre la malolattica avviene in botti di media dimensione per consentire la fondamentale evoluzione del vino e l’affinamento di 18 mesi. I suoi sentori sono marcati, di spezia e cioccolato. La sensazione al palato è calda e avvolgente. Ideale con carni, selvaggina e il tipico spiedo alla bresciana, lo è altrettanto come vino da invecchiamento. Dimenticatevi pure una bottiglia in cantina per 15 o più anni e vi stupirete per quanto avrà ancora da dirvi.

Azienda Agricola Biologica Noventa
via Merano 26, Botticino Mattina (BS)
tel. 0302691500

www.noventabotticino.it

Foto: Azienda Agricola Biologica Noventa
 

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