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Colli di Salerno
Silvia Imparato
Montevetrano barriques
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In Vino Veritas: Montevetrano Colli di Salerno IGT

di Mirko Bosio (Enoteca CiaoGnari, Parigi)

C'è un piccolo castello nella zona dei Monti Picentini, sull'Appennino Campano, chiamata Montevetrano. Attorno, vari ettari di cui 5 di vigne regolari, ben aerate dai venti che soffiano dal mare non lontano e dalle montagne alle spalle. Una sfida. Timida ma audace. Storia vuole che verso la metà degli Anni '80 la giovane fotografa Silvia Imparato, proprietaria dell'appezzamento, si incontri spesso in un'enoteca romana con un piccolo ma fertile convivio di appassionati di vino giovani, entusiasti, coraggiosi. Silvia fa un accenno alle proprietà di famiglia, dove le piacerebbe lanciarsi in una piccola produzione, ma non sa da che parte iniziare. L'enologo Riccardo Cotarella non si esime dall'aiutarla e con la collaborazione del fratello le consiglia di puntare a vitigni più internazionali a scapito di Piedirosso e Uva di Troia. Le suggerisce di dedicarsi all'Aglianico, già presente, e  di impiantare nuovi filari di Cabernet Sauvignon e Merlot. Da lì a poco (è il 1991, anno della prima vendemmia) nascerà il Montevetrano Colli di Salerno IGT, commercializzato per la prima volta nel ‘93. Un vino mitico, considerato fra i migliori d'Italia, che di fatto dà avvio alla rinascita della vinificazione di qualità in Campania.

Quasi per scherzo, la Imparato spedisce un paio di bottiglie a The Wine Advocate, ossia l’esperto statunitense Robert Parker, che le risponde con un fax pieno di elogi e apprezzamenti. Ma veniamo ai dettagli. Alla lunga macerazione sulle bucce, segue la fermentazione a temperatura controllata per almeno 15 giorni. Follature varie, malolattica, dopo altre 3 settimane circa comincia la maturazione in barriques nuove di rovere, 8/12 mesi e ne seguono altri 6 in bottiglia. Ed ecco il Montevetrano in tutta la sua magnifica complessità: di un bel colore granato, al naso è frutto puro, amarena, mora. Al sorso è avvolgente: tannino morbido che seduce e inebria. Persistente, il fatto di farsi ricordare denota il suo indubbio successo. Lo chiamano “il Sassicaia del Sud”: per via del taglio bordolese e per riconoscergli la grandezza che si merita. E allora fatevi un regalo: concedetevi almeno una volta l'assaggio del Montevetrano di Silvia Imparato. Il palato saprà ricompensarvi del nobile gesto.

Azienda Agricola Montevetrano

via Montevetrano 3, San Cipriano Picentino (SA)

tel. 089882285


www.montevetrano.it

Foto: Azienda Agricola Montevetrano
 
 
 

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