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Ristorante Al Garghet

di Francesca Corradi

Nascosto in un angolo incontaminato dell'antico “gratum solium” – il quartiere Gratosoglio alla periferia sud di MilanoAl Garghet è il regno dei prati e delle rane. In dialetto, infatti, significa "il gracidare delle rane" questo locale che prima di diventare ristorante è stato convento di monaci e gendarmeria spagnola. Oltre alla prelibata cucina, il suo forte sono le sale a tema: dalla Sala Piano (la più scenografica) coi lampadari rossi, le luci soffuse, il caminetto e il pianoforte bianco a coda che garantisce un sottofondo musicale “ad hoc”; alla Sala Chiosco (la più romantica) con le sue tovaglie a fiorellini, le tende coi fiocchi e le candele in tavola.  

Il menù (scritto a mano in milanese con traduzione per i non autoctoni) per le cene dal martedì alla domenica e il pranzo domenicale, è un quadernetto da scuole elementari che riporta in auge piatti semplici, cucinati secondo quella tradizione lombarda ricca d’influenze francesi, austriache, spagnole. Fra gli antipasti, i fiori di zucca impanati sono la miglior “golosata fuori lista” (come riporta il menù), mentre i primi sono degnamente rappresentati dal classico risutin a la milanesa. Fra i secondi piatti, spiccano la cutuleta del Garghet (“larga, piatta e croccante”, di lonza di maiale), i mondeghili (polpette di carne impanate e fritte) e la trifulada (filetto con funghi e riso pilaf). Da segnalare le pietanze riservate a chi non ama la carne e le proposte vegetariane come lo strudel di pane caldo e lo sformato di verdure. Ragguardevole, infine, la carta dei vini che propone fra i migliori l’eccellente Gewurtztraminer.

Ristorante Al Garghet
via Selvanesco 36, Milano
tel. 02534698


www.algarghet.it

Foto: Ristorante Al Garghet

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