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i’cché c’è di bono oggi? Crostini casalinghi

di Gabriele Paoli

Per chi si trova fuori dai confini del Granducato, è quasi ovvio fare della cucina toscana – come si suol dire – “d’un erba un fascio”. Da “fiorentino doc”, vi garantisco che esistono sostanziali differenze fra quella che viene generalmente definita cucina toscana e l’autentica, tipica cucina fiorentina (di Firenze e dintorni). Svariati fattori contribuiscono a differenziare gli aspetti culinari toscani: la cultura, la tradizione, l’esposizione (le zone di confine risentono molto della cucina regionale limitrofa), la posizione geografica (è netta la distinzione fra piatti dell’area costiera e dell’entroterra), la diversa natura degli ingredienti.

La cucina fiorentina si distingue per genuinità, varietà e completezza. Requisiti che non si riscontrano in altre cucine locali o nazionali. In questo spazio enogastronomico, evidenzierò le caratteristiche della cucina fiorentina attraverso alcune ricette che forse già conoscete (in quanto parte integrante della grande famiglia toscana) e altre nuove e/o sconosciute. Specialmente per chi non vive “in loco”.

Crostini casalinghi    
 
Ingredienti per 6 persone:

4 fegatini di pollo
4 filetti d’acciuga
50 gr. di burro
1 cucchiaio di capperi
2 foglie d’alloro
4 cucchiai di vino Madera (o di Marsala secco)
Pane casalingo
Sale
Pepe

Rosolate in 25 gr. di burro i fegatini puliti e senza i legamenti più grossi. Dopo qualche minuto, unite l’alloro e bagnate col Madera (o il Marsala secco). Lasciate evaporare e togliere il tegamino dal fuoco. Mettete sul tagliere fegatini, acciughe e capperi, tritate finemente con una mezzaluna ma senza ottenere una pasta. Rimettete l’impasto nel tegame, togliete l’alloro, salate leggermente, pepate e lasciate ancora cuocere per qualche minuto. Nel frattempo tagliate il pane a fette, nella forma a piacimento. Mettetele in forno a tostare leggermente. Quando si saranno freddate, spalmatele prima con un po’ di burro e poi con l’impasto dei fegatini.

 
Chianti Superiore Santa Cristina

Simbolo della famiglia Antinori, nasce inizialmente come Chianti diventando in seguito un IGT (a indicazione geografica tipica). Potremmo definirlo un vino un po’ facile, per via dei suoi profumi e il gusto morbido, ma è anche molto vivo grazie al nerbo acido che lo aiuta a farne il compagno quotidiano della tavola. Colore rosso rubino, profumo ampio intenso con note di frutta che ricordano la ciliegia e il lampone, in bocca si presenta morbido ed equilibrato. Il retrogusto si caratterizza per la dolcezza dei tannini e il sapore del frutto, che lo rendono piacevole al palato.
Grado alcolico: 13,0% vol. Uvaggio: 60% Sangiovese, 40% Cabernet Merlot e Syrah. € 12.60 (2011)

www.antinori.it

www.firenzeturismo.it

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