Coolmag - food

Château d’Yquem bottiglia
Château d’Yquem etichetta
Château d’Yquem vigneti
home - food




Château d’Yquem

di Luigi Mantovani

Il miglior vino al mondo? Ma sì, sbilanciamoci: è il Sauternes Château d’Yquem, che si aggiudica anche il trofeo del vino più costoso. Di recente, infatti, una bottiglia millesimo 1811 è stata venduta a € 85.000: il che la dice lunga su questo nettare di 200 anni capace di trasformarsi in rarità. Ma com’è possibile che un vino “liquoroso” e di conseguenza di limitato utilizzo enogastronomico possa diventare così importante? La sua storia risale al 19° secolo, quando i proprietari dei vigneti nella zona di Bordeaux (per l’esattezza nel villaggio di Sauternes) iniziarono la pratica detta di “putrefazione nobile”, già sperimentata con successo in Renania e in Ungheria.

La tenuta vinicola dello Château d’Yquem gode di un clima particolarmente favorevole allo sviluppo della botrytis cinerea, il fungo parassita dannoso per la viticoltura che in certe condizioni climatiche può invece donare all’uva un vero tesoro di aromi. Grazie a queste peculiarità e alle segrete, intense fasi di vinificazione, questo relativamente piccolo territorio di 113 ettari arriva ogni anno a produrre fra 20.000 e 90.000 bottiglie. Differenza notevole, determinata dal fatto che se tutte le condizioni per la raccolta non coincidono, il vino non viene prodotto com’è successo nel 1952, ’72, ‘92 e 2012. Vi consiglio di assaggiarlo almeno una volta nella vita, sorseggiandolo in piccoli calici come aperitivo o a fine pasto, prima o dopo il dessert. Ma a parte il “re” di cui sopra, esistono altri Sauternes cosiddetti “contigui” al cru Château d’Yquem, tutti d’eccellente qualità. Cin Cin!

www.yquem.fr
 
Foto: Château d’Yquem

stampa

coolmag