Coolmag - food

Slow Wood
St. Paul's Jelly
Mutatoes
home - food




Progetto Cibo. La forma del gusto

di Stefano Bianchi

C’è il Rompibollo di Ferruccio Palumbo, tavoletta di cioccolato preforata con le indicazioni caloriche d’ogni porzione. La cattedrale londinese di St. Paul, riprodotta in gelatina alla frutta da Bompas & Parr. La pasta corta Marille di Giorgetto Giugiaro e la Sedie 1:20 (di nome e di fatto) di Adrien Rovero. I biscotti Mikalo di Andrea Vecera con Claudio Ramonda, appoggiabili al bordo della tazza. Il Finger Biscuit di Paolo Ulian, per gustare la Nutella col dito nel barattolo. L’Egg Cup di Reyes Mora, portauovo appetitosamente commestibile. La cialda per cono Sbrodolino del Gruppo Ghigos, che evita al gelato di sgocciolare. La vaschetta per il ghiaccio Lingotto di Giulio Iacchetti, con tanto di scritte Gold. I golosi coperchi per tazza di pastafrolla e frutti canditi Couvercle en bisquit di Florence Doléac

Il cibo, negli ultimi anni, oltre che più buono a gustarsi è diventato più bello a vedersi. Merito del design, che gli ha dedicato creatività, sperimentazione, innovazione. Sicchè le creazioni di un nutrito gruppo di “food designers” sono al centro di Progetto Cibo, mostra all’insegna della progettazione industriale e del design più sperimentale applicato all’alimentazione. Il percorso espositivo rende anzitutto omaggio al libretto Good Design pubblicato 50 anni fa da Bruno Munari, nel quale il grande maestro milanese codificava con ironia e rigore i prodotti della natura come fossero oggetti di design, sottolineandone le peculiarità “funzionali e prestazionali”. Si passa poi alle varie tipologie di pasta by Mauro Olivieri, Christian Ragot e altri designers; al rapporto tra forma e contenuto del cibo con illuminanti esempi come il Bacio Perugina, Ferrero Rocher, il biscotto Krumiro e le patatine Saratoga Chips; alle svariate forme di pane, esposte come fossero sculture per esaltarne la “bontà” estetica; all’ironia, metafora e paradosso di oggetti come la Penna edibile di Martì Guixè e lo Sugar Spoon di Marije Vogelzang; agli oggetti realizzati con materiali alimentari (i cioccolatosi gioielli di Barbara Uderzo) e a quelli progettati alludendo al cibo (la calcolatrice Cioccolator di Alessandro Mendini); alle ricette, non solo create da grandi chef nazionali e internazionali ma anche da chi applica la propria creatività in altri settori; al futuro del cibo, proposto dai nuovi designers in creazioni sperimentali dalla forte tensione etica e sociale.

Progetto Cibo
La forma del gusto
Fino al 2 giugno, MartRovereto, corso Bettini 43, Rovereto (TN)
tel. 800397760


www.mart.trento.it

Foto: Studio Fludd, Slow Wood, 2010
Bompas & Parr, Stampo St. Paul's Jelly, 2009, © Greta Illieva
Uli Westphal, Mutatoes, 2006-12

stampa

coolmag