Coolmag - food

Le Jules Verne
Plate 1
Plate 2
home - food




Le Jules Verne

di Cris Thellung

L'ho fotografata in tutti i modi. Dal basso verso l'alto e viceversa, d’inverno con la neve, nelle calde serate di giugno, sotto la pioggia, con la luna che sembrava sorriderle. Sono salito innumerevoli volte in cima alla Tour Eiffel con l'ascensore e a piedi, contando gli scalini. Mai, però, mi era capitato di farlo con l’ascensore privato che accede direttamente alla terrazza del secondo piano. Mi mancava l’esperienza di pranzare a Le Jules Verne, ristorante fra i più apprezzati di Parigi. Con i suoi 125 metri di altezza dal suolo e una vista strepitosa sulla città, questa icona “gourmand” è orchestrata da Alain Ducasse, lo “chef” più importante di Francia. Il suo motto: «Creare un luogo dove il piacere sia protagonista». Perciò, ogni dettaglio del menù è stato progettato in modo che «il tempo trascorso a Le Jules Verne possa rimanere impresso nella memoria della persona che l'ha vissuto». Alla straordinarietà del posto va aggiunto l’ottimo rapporto qualità/prezzo: a pranzo, il menù degustazione è fissato a € 88 o € 125, vini inclusi. Potrete scegliere, fra gli antipasti, oeuf de poule en meurette, champignons des bois et lardons; savoureux velouté de cèpes, crème mi-montée et croûtons; foie gras de canard confit, fruits compotés à l’orange, brioche toastée. Fra i secondi piatti, aile de raie à la Normande, pomme de terre écrasée à la fourchette; côte de cochon rôtie, oignon fondant farci, vrai jus; joue de boeuf et carottes cuisinée façon mode. Quanto al dessert, sbizzarritevi fra duo onctueux chocolat fort/menthe, savarin à l’Armagnac, chantilly peu fouettée o vacherin contemporain passion, mangue et gingembre.

Gli ospiti, al Jules Verne, riescono a rispettare le regole del “bon ton”. In poche parole, anche il turista più scalmanato abbassa la voce e si comporta da vero lord. Ducasse e lo “chef” Pascal Féraud, suo braccio destro, realizzano alla perfezione ogni piatto per accontentare una clientela che raggiunge la Tour Eiffel da ogni parte del mondo. Ed è stato emozionante sorseggiare il sublime champagne griffato Ducasse. Tutto, insomma, è pensato e collaudato per piacere e farsi ricordare. Ma il nostro palato riesce davvero a giudicare un cibo così curato e raffinato? Basta tenerlo costantemente in esercizio, gustando solo cibi d’alta cucina. Quindi, non rimane che sedersi alla tavola di un grande cuoco, farsi consigliare da lui, chiudere gli occhi e gustare il piatto che ci è stato preparato. Quanto ai giudizi, beato chi riesce ad apprezzare il pasto in religioso silenzio senza farsi distrarre dallo scenario che ha intorno. Devo ammettere che quando mi sono seduto a tavola, la prima cosa che ho fatto è stata quella di ammirare il panorama dalle vetrate: la Senna, il Trocadero, la Basilique du Sacré-Cœur… Peccato che dalla Tour Eiffel non si possa vedere la Tour Eiffel, ma sarebbe davvero troppo. Vista dall’alto, la Ville Lumière è incantevole e maestosa. Difficile da afferrarla. Unica al mondo. Parigi è come una bella donna che merita attenzione. La prossima volta la ammirerò ancora dall’alto, ma di sera e a lume di candela quando fa brillare i suoi gioielli. Poi andrò a cena (più costosa: € 210 o € 310, vini inclusi), nella certezza che Monsieur Ducasse mi servirà 6 piatti indimenticabili.

Le Jules Verne
Tour Eiffel, avenue Gustave Eiffel, Parigi
tel. 0033-1-45556144


www.lejulesverne-paris.com

www.tour-eiffel.fr

www.franceguide.com

Foto: © Cris Thellung

stampa

coolmag