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&Samhoud Places

di Cris Thellung

Il suo nome, per esteso, è Oosterdokseiland (in italiano potremmo tradurlo “isola di Pasqua”). Ma perfino gli olandesi, che amano i nomi lunghi, la chiamano ODE. Se volete visitare questo piccolo e moderno lembo di terra, uscite dalla Stazione Centrale di Amsterdam e voltate a sinistra. Non potrete sbagliarvi: è l’ultimo grande gioiello dell’architettura “dutch”. Ho raggiunto quest’isola grande quanto un quartiere urbano non solo per mettere il naso sul landscape “che più moderno e nuovo non si può”, ma anche per deliziarmi di profumi e sapori indimenticabili che si possono gustare solo qui, a pochi passi dal centro città. Superato in bici o a piedi il Double Tree Hilton Hotel, vi troverete davanti all’&Samhoud Places (proprio così, con la “&” all'inizio del nome). Entrateci. A pianterreno c’è la sala lounge, dove potrete sorseggiare un drink dando un’occhiata al menù del ristorante che si trova al piano superiore. Se avrete deciso di farvi un bel regalo investendo € 160 circa (vini esclusi) per il menù degustazione, questo è il posto dove la raffinatezza dei sapori, oltre a essere sovrana, è un credo. Qui ho vissuto un'esperienza davvero unica: la classica degustazione da farsi almeno una volta nella vita. &Samhoud Places non ha difetti tangibili, se non una certa freddezza dell’ambiente arredato in modo asettico e minimalista. Parere del tutto personale, vista l’intenzione dei proprietari di sviluppare una moderna concezione basata su un allettante progetto: far vivere in prima fila al cliente tutte le fasi di lavorazione dei piatti. Il banco della cucina, infatti, è separato dalla sala da pranzo solo da una vetrata. Idea molto orientale, rivisitata e resa appetibile per la mentalità di noi europei.

Seduti a tavola o sugli sgabelli giganti a ridosso del piano di lavoro vedrete mani, cibi e azione di un “team” di 12 persone che non si ferma un istante per preparare al meglio il menù. Durante la degustazione vi stupirete dell'impegno e della passione che i cuochi sfoggiano al momento di realizzare le ricette. Capo cuciniere e "chef" (2 stelle Michelin) è l'israeliano Moshik Roth. Talmente bravo da essere onorati di stringergli la mano finito il pranzo (dopo un eccellente caffè espresso italiano). La sua arte? Oltrepassare i confini dell'Olimpo delle preparazioni belle da vedere e buone da gustare. Maestro dei fornelli, pretende dal suo menù l'eccellenza – sia del sapore, sia del design – tanto da non temere giudizi severi da parte dei critici gastronomici che da ogni parte del globo raggiungono il ristorante. Il talento che mette in gioco non viene vanificato da sterili esercitazioni di stile ma è al servizio del piacere, da raggiungere in ogni fase pre e post degustativa. Ma torniamo coi piedi per terra e i polsi sul tavolo. Vi portano una specie di cuccuma moderna senza manici: tolto il coperchio, appare una deliziosa pietanza. Quando avrete finito l’ultimo cucchiaio, vi porteranno via il contenitore tranne la base che nasconde un piatto con la continuazione della leccornia precedente. Alla fine, scoprirete che l’involucro è una specie di “matrioska del gourmand”. Già, perchè Moshik Roth è un pittore del gusto. Quando avrete in bocca il suo cibo scoprirete che i sapori, come pennellate, si trasformano man mano che rimangono nel palato. Pochi istanti sulla lingua, ed ecco che il dolce a forma di funghetto sa di cioccolato ma poi si trasforma in gusto di fungo. Continue sorprese, deliziosi stratagemmi. Tornando a ODE, vale la pena sottolineare che è un modello di eco-sostenibilità. Tutti i suoi edifici, infatti, sono stati costruiti con materiali d’alta qualità e forniti d’energia solare per ottimizzare il risparmio energetico (le caldaie sono alimentate con carburante biologico). Una ragione in più per apprezzare quest’isoletta, se mai all’uscita dell’&Samhoud Places non vi fosse bastata la perfezione dei particolari.

&Samhoud Places
Oosterdokskade 5, Amsterdam
tel: 0031-20-2602094       
        

www.samhoudplaces.com

www.holland.com

Foto: © Cris Thellung


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